Cultura 50 anni dalla morte 14/04/2017 20:04 Notizia letta: 295 volte

Totò, Ora pro nobis, linoleum, in profundis autobus

Il finto latino
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Il 15 aprile si commemorano i 50 anni dalla morte di Antonio De Curtis, in arte Totò, il principe della battuta e del gioco di parole, il più grande comico italiano. Esistono famiglie di battute, nel reperotrio di Totò. Battute a sfondo erotico, battute politiche, battute sulla lingua. 

Le battute a sfondo sessuale. Sul tema Elena di Troia: «Sono a sua completa disposizione: corpo, anima e frattaglie» da Totò cerca moglie; e da Totò truffa 62 «Lei con quegli occhi mi spoglia. Spogliatoio!».

Le battute politiche: «E poi dice che uno si butta a sinistra» oppure «Addavenì!» o «A proposito di politica, non si potrebbe mangiare qualcosa?» da Fifa e arena. Poi ci sono i giochi di parole. Le espressioni comuni buttate nel discorso in modo incongruo: «nulla a pretendere, e ho detto tutto; signori si nasce, e io modestamente lo nacqui; alloggio, vitto, lavatura, imbiancatura e stiratura». Le distorsioni e il nonsense: «parli come badi, ogni limite ha una pazienza, ma mi faccia il piacere!» O le preghiere in presunto latino: «Ora pro nobis, linoleum, autobus...» da I due marescialli.

Poi c'è lo sberleffo alla morte. In La banda degli onesti ma pure nei Soliti ignoti è: «Se ne vanno sempre i migliori. Cosa ci vuole fare: oggi è toccato a lui, domani toccherà a lei». Sul sesso i fuochi d’artificio. Da Totò sceicco: «E questa chi è?». «La nuova guardarobiera». «Guardaroba?» riflette squadrandola da sotto in su, per concludere «Guarda che roba!». Da Fifa e arena: «Io non rubo, integro. Le donne costano, e io sono un uomo di mondo». Espressione altrove completata dal nonsense: «Ho fatto tre anni di militare a Cuneo». E L’imperatore di Capri, un tripudio. «Ave Tiberio ecco le schiave per le tue orge capresi». «Come mai non sono negre?». «Le volevi negre?». «Ma certo, sono in lutto stretto, ho fatto uccidere mia moglie questa mattina». 

In 47 morto che parla Silvana Pampanini espone le gambe dichiarando «Non valgo forse un tesoro?», e Toto?: «Sì, dammelo, te lo amministro io!». Fanno la loro parte le ossessioni igieniche: «Non sai che con un bacio si trasmettono miliardi di centinaia di bacilli?» (Totò sceicco). O la maschera antigas indossata nello sketch del wagon lit in Totò a colori quando l’onorevole Trombetta si toglie le scarpe. Parole in libertà: «Macchinista, fuochista, affini, collaterali, uomini di fatica!». C'è poi il finto latino: «In profundis autobus, linoleum, ora pro nobis». 

L'apoteosi la raggiunse poco prima di morire, travestito da capellone. «Dicono di mettere i fiori nelle bocche dei cannoni. Ma se mettiamo i fiori nelle bocche dei cannoni, le palle dei cannoni dove le mettiamo, nei vasi dei fiori?». 

Redazione
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