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Da babbiare a influencer: il nuovo dizionario Zingarelli

Ci sono anche le panelle e lo zibibbo

Catania - Il vocabolario Zingarelli compie 100 anni. Uno dei vocabolari più amati dagli italiani festeggia il suo primo secolo di vita e gli anni, bisogna dirlo, se li porta benissimo. La nuova edizione del 2018 contiene 145mila voci e oltre 380mila significati e ogni anno lo Zingarelli registra le trasformazioni della lingua italiana per innovazioni culturali, di costume e tecnologiche. Nel tempo, anche alcune forme dialettali sono entrate a far parte della lingua italiana. Naturalmente, anche alcuni lemmi siciliani ormai fanno parte del dizionario e ciò significa che sono entrati a far parte della lingua comune. Parole come babbiare, voce entrata solo nel 2016 che vuol dire scherzare o prendere in giro.

Mascariare (2013) imbrattare, sporcare; carnezzeria macelleria. Questo lemma, tra l'altro, intende anche una caretteristica morale: si dice persona "Mascariata" quando s'intende di passato poco pulito. Pizzino (entrato nel 2008), nel gergo della mafia, breve scritto. Il termine è usato come sinonimo di messaggio scritto a mano su un foglietto e fatto avere a qualcuno. Schifio finire “a schifio”, malamente, nel modo peggiore. Questi, sono i lemmi di uso quotidiano, comune. Per quanto riguarda la letteratura, ricordiamo quaquaraquà, cioè persona priva di ogni valore, nullità: gli uomini… gli ominicchi… e i quaquaraquà (da Il giorno della Civetta, di Leonardo Sciascia).

La gastronomia, poi, è ormai diventata di uso popolare, anche fuori dallo stretto:  le ultime a entrare sono state le panelle, che va a far compagnia a buccellato, dolce tipico natalizio, a base di fichi secchi; buzzonaglia, la carne del tonno vicina alla lisca centrale o all'addome, di colore scuro e qualità poco pregiata; canestrato, formaggio duro, piccante, simile al pecorino, tipico della Sicilia; vastedda, formaggio di pasta filata in forme schiacciate od ovoidali, ottenuto con latte di una razza di pecore tipica della Valle del Belice in Sicilia.

Ma ci sono anche zibibbo, varietà di uva bianca da tavola coltivata nei Paesi caldi del Mediterraneo e in particolare in Sicilia. In tutto, fra parole dialettali o anche di influenza straniera, sono circa 1000 i nuovi lemmi entrati nel dizionario: dal mondo di internet ai nuovi strumenti di comunicazione, ai social: tanto per fare alcuni esempi, le parole come like, youtuber, flaggare, influencer, haters, spammare, taggare, black friday, brexit...tutti questi termini, seppur di origine anglofona, sono entrati a far parte del nostro linguaggio quotidiano, con buona pace dei puristi. Casomai a qualcuno pensasse, erroneamente, che la lingua parlata è qualcosa di statico. Niente di più lontano dalla verità.