Economia Consumi domestici

In Sicilia la lavastoviglie costa più di notte che di giorno

Nelle ore serali i prezzi lievitano perché è più elevata la quota di mercato della produzione termoelettrica

Accendere lavatrice, lavastoviglie e scaldacqua elettrico nelle fasce orarie F2 e F3, tra le 19 e le 8, permette di risparmiare sulla bolletta? Così, almeno, dovrebbe essere dal 2012, da quando, cioè, sono diventati obbligatori i contratti di fornitura di energia con la tariffa bioraria per le utenze domestiche residenti. Questo principio, però, da molto tempo in Sicilia non è valido. Anzi, nell'Isola, dove già l’elettricità costa molto di più rispetto al resto del Paese, chi consuma dalle 19 alle 8 paga in bolletta addirittura più che nella fascia diurna. Lo rivela l’Enea nella seconda analisi trimestrale del sistema energetico italiano.

In Sicilia il prezzo medio dell’energia nell'Isola si è attestato a 59,6 euro a MWh, con differenze rispetto al prezzo nazionale che in certi periodi dell’anno sono arrivate anche a 13 euro a MWh. Però, osserva l’Enea, i picchi di prezzo in Sicilia si registrano nella fascia oraria compresa fra le 20 e le 21, quella che dovrebbe essere la più economica, toccando quota 95 euro a MWh, mentre i prezzi più bassi si hanno fra le 4 e le 6 (37 euro a MWh) e fra le 12 e le 15 (50 euro a MWh). Questo significa che consumare la sera fa lievitare di molto la bolletta, a prescindere dalle tariffe, valide per il Paese fino a settembre prossimo, che il sito del Servizio elettrico nazionale indica in 0,09 euro a Kw per la fascia F1 e 0,09 euro per F2 e F3.

In sostanza, la Sicilia è la terra con il prezzo dell’energia fra i più alti d’Europa. Ma perché succede questo? L’Enea fornisce una spiegazione in termini tecnici di quella che definisce “l’anomalia dei prezzi della zona Sicilia”: «Il prezzo zonale della Sicilia continua ad essere ampiamente superiore a quello delle altre zone italiane. Alla base vi sono le differenze del mix zonale di produzione e vendita. E i picchi di prezzo della zona Sicilia si registrano soprattutto nelle ore serali, quando è più elevata la quota di mercato della produzione termoelettrica».

Tradotto in termini pratici, di giorno il fabbisogno di energia è coperto in buona parte dai pannelli solari e dalle “pale a vento” disseminati per l’Isola, che producono a bassissimo costo, ma la vecchia rete di trasporto non è in grado di assorbire tutta questa energia a costo zero che, fra l’altro, essendo prodotta per lo più nella parte occidentale, non può essere spostata in Sicilia orientale. Energia sprecata che, invece, potrebbe essere immagazzinata in grandi batterie per essere usata, ad esempio, di notte o quando il vento si calma. Quindi, quando ci sono i crolli di produzione di energia “verde” la rete viene alimentata dall'elettricità, molto più costosa, fornita dalle centrali termiche che bruciano carbone e gas. Per questo la sera paghiamo di più. E fino a quando non sarà completata la nuova rete regionale di trasmissione dell’energia, la situazione non potrà cambiare.

In tutto questo, mantenere in equilibrio il vecchio sistema di trasporto ha dei costi, fra distacchi obbligati degli impianti da fonti rinnovabili per non sovraccaricare la rete, alla continua manutenzione di cavi e cabine fino ai frequenti blackout. Costi che ricadono sulle bollette degli utenti siciliani. Basti notare che in una bolletta di 150 euro per un consumo di circa 500 Kw, solo 50 euro rappresentano il costo effettivo dell’energia: per il resto, oltre a 30 euro di Iva e tasse, si pagano 30 euro per il “trasporto” e 40 euro per gli “oneri di sistema”, tutti soldi che servono anche a rendere sostenibile la vecchia rete e a limitare le perdite finanziarie del sistema e dei produttori di energia.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1536936071-3-despar.gif