Economia Bergamo

Ryanair: la continuità territoriale ci farà lasciare la Sicilia

Intervista al direttore di Ragusanews

Bergamo - E’ l’uomo Ryanair. Supervisiona tutte le attività commerciali e di marketing di Ryanair in Italia, Grecia e Croazia con il ruolo di Sales and Marketing Manager. Nato a Bristol da padre italiano e madre irlandese, John Alborante frena gli entusiasmi della continuità territoriale tanto invocata per fare ripartire il turismo aereo in Sicilia.

Lo incontriamo a Bergamo durante un workshop “business to business” con i più importanti operatori turistici. Gli chiediamo delle prospettive della compagnia irlandese sulla Sicilia, in particolare sugli aeroporti di Trapani e Comiso e cosa cambierebbe in uno scenario di continuità territoriale contro il caro tariffe, visto che in Sardegna il vettore irlandese ha presentato un ricorso straordinario direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contestando sia l’esito del bando sia gli atti amministrativi, come il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che imponeva gli oneri di servizio pubblico.

“Noi siamo Ryanair", dice con il garbo tipico del “british man”.

"Abbiamo un nostro modello organizzativo. Disponiamo di 450 aerei in flotta. Voliamo in 200 destinazioni toccando 33 Paesi e trasportiamo 150 milioni di passeggeri. In Italia c’è in atto un tentativo di danneggiare la nostra compagnia aerea da parte del Governo con il recente disegno di legge presentato dal M5S. Qualora andasse in porto e diventasse legge, avrebbe l’effetto di sconvolgere l’intero settore del trasporto aereo facendo un favore alla nuova Alitalia e penalizzando i concorrenti low cost che operano nello Stivale, a cominciare da Ryanair”.

Esaminata in Commissione Trasporti al Senato, la proposta di legge punta non solo a rivedere la pratica dei contratti di comarketing attraverso la quale i piccoli aeroporti sovvenzionano le compagnie low cost (è previsto, a questo scopo, un sistema sanzionatorio), ma anche a stabilire contratti di lavoro uguali per tutti tra il personale dei vettori a basso costo stranieri che operano e fanno base in Italia e quelli dei lavoratori delle altre compagnie italiane.

Secondo il vettore irlandese la continuità territoriale pregiudicherebbe “gravemente la libera concorrenza nel mercato dei trasporti aerei effettuati dai vettori che attualmente operano su quelle tratte". Ergo, dovesse passare la norma, Ryanair rivolgerebbe i propri aeromobili su altre basi. Nessun vincolo di subordinazione. Catania e Palermo sono avvisati.

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1550499437-3-sagra-seppia.gif