Scicli - Non solo fotografe donne al Premio Luce Iblea 2024, perché gli organizzatori hanno voluto dare spazio anche a uno sguardo maschile sull’universo femminile. Nella fattispecie il fotografo “convocato” a far parte di questa squadra di autori in mostra, Gianni Mania, gioca in casa, essendo sciclitano di nascita e ben attivo professionalmente nel suo territorio. Quella da lui portata, però, non è solo la quota azzurra dello sguardo maschile in mezzo a tanti punti di vista in rosa, ma è anche l’occhio del professionista, formatosi all’esterno e poi rientrato in patria per raccontare in primis il suo territorio. In questo caso però Mania non ci parla del comprensorio ibleo, ma allarga il suo campo d’azione oltre il limite naturale di quella costa che ha sempre avuto davanti agli occhi, per “attraversare” il Mar Mediterraneo, al fine di raccontarci delle partecipate storie di donne. Come lui stesso c’informa il suo long term project Workers “è un reportage sulle aree rurali del bacino del Mediterraneo, in particolare un'immersione nell’universo del lavoro femminile, dove religione, tradizioni e cultura provocano gap incolmabili, se visti con gli occhi dell’Occidente. Queste zone rurali infatti sembrano impermeabili ai cambiamenti contemporanei e in paesi come Armenia, Albania, Tunisia aleggia una sorta di sospensione temporale”.
Appuntamento sabato 5 ottobre alle ore 19 presso lo studio di Gianni Mania in via Mazzini a Scicli.