Economia Energia

Il gas italiano costa un decimo, ma parte solo la trivella Argo-Cassiopea

Progetti fermi nel Canale di Sicilia, si sviluppa la piattaforma di Gela

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/08-11-2021/il-gas-italiano-costa-un-decimo-ma-parte-solo-la-trivella-argo-cassiopea-500.jpg Il gas italiano costa un decimo, ma parte solo la trivella Argo-Cassiopea

 Gela – Alla fine, parte solamente la piattaforma Argo-Cassiopea: dei 9 progetti autorizzati a inizio anno nel Canale di Sicilia si sta concretizzando materialmente solo quello nel mare tra Gela e Licata, dove l’Eni ha avviato lavori per 700 milioni e che per un decennio fornirà un miliardo di metri cubi di gas in più l’anno. In realtà non si tratta di perforare nuove riserve ma solamente di aggiornare gli impianti ancora operativi, come quello Vega al largo del ragusano, e di riattivare le riserve ferme da anni, ormai secche. Al netto delle problematiche ambientali ed ecologiche, le trivelle pronte a cercare nuovi pozzi di gas sarebbero molte di più, ma sono congelate da norme e ricorsi.

I 30 miliardi di metri cubi di metano nei fondali dell’Adriatico, ad esempio, bloccati da anni perché si teme che le estrazioni facciano sprofondare Venezia. Il gas darebbe una grossa mano a ridurre la Co2 di cui s’è fatto tanto “bla bla” alla Cop26 di Glasgow, invece il prezzo di mercato che l’Italia importa da paesi al di là del Mediterraneo costa fra 50 e 70 centesimi al metro cubo, 10 volte il prezzo di quello nostrano. Ma gli investimenti delle compagnie energetiche sono fermi: finché non sarà emanato il Pitesai, ora all’esame della Conferenza unificata, nessuno s’azzarda a scommettere un euro sui giacimenti presenti e futuri.


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