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Sposarsi a Ragusa, dopo il Covid: il wedding trend trainato dagli stranieri

Giro d’affari da 5 miliardi e mezzo l’anno, il brand Sicilia vince a livello internazionale

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/17-05-2022/sposarsi-a-ragusa-dopo-il-covid-il-wedding-trend-trainato-dagli-stranieri-500.jpg Giro d’affari da 5 miliardi e mezzo l’anno, il brand Sicilia vince a livello internazionale

 Ragusa – Ragusa Ibla e il castello di Donnafugata, dove Luca Zingaretti ha sposato Luisa Ranieri, sono tra le mete siciliane più ricercate per le nozze secondo i tour operator. Altro che business delle processioni, che racimola appena 10 milioni di euro: quello dei matrimoni sull’Isola ne totalizza ben 5 miliardi e mezzo. Se ne celebrano quasi 20mila l'anno, tra religiosi e civili, per oltre 300mila presenze. Sono più di 5.700 le imprese regionali del "wedding" e l’indotto è sconfinato: catering, abiti, fiori, camere e auto a nolo, trucco e parrucco, dj set e gruppi musicali, fotografi e videomaker. Senza dimenticare i party di addio al celibato/nubilato e i rinnovi dei voti degli over 50.

Ogni coppia spende in media dai 100mila euro in su per coronare il loro sogno d’amore in Sicilia: un set a cielo aperto ovunque ci si volti, con strutture di lusso adeguate all’occasione speciale. Tuttavia, visto che a molta gente bastano le bollette per finire in crisi, l’impressione è che i soldi finiscano quasi tutti nelle tasche di pochi miliardari. D’altro canto anche chi fatica a far quadrare i conti, per un giorno irripetibile come quello del matrimonio, è disposto a fare uno strappo al budget e concedersi una location esclusiva. Nessun particolare “ritorno di fiamma”, comunque: gran parte del boom è dovuto alla riprogrammazione di tante nozze saltate durante la pandemia.

E se feste e lune di miele stanno tornando ai livelli pre pandemia, lo di deve essenzialmente ai turisti stranieri - specie inglesi, americani e canadesi - che sempre più scelgono la Sicilia per unire viaggio, nozze e mini vacanza con i cari in un unico pacchetto. Anche senza i russi spendaccioni le prospettive restano ottime. Secondo l’edizione odierna di Repubblica, la Sicilia è tra le prime 3 destinazioni mondiali - assieme a Islanda e Norvegia - in cui si organizzano lune di miele di gruppo per neo sposi in cerca di avventure. Dunque escursioni, soggiorni e mangiate si aggiungono allo scontrino.

Chissà se il trend è stato influenzato dai fiori d’arancio di Miriam Leone e Paolo Carullo a Scicli, dove l’attrice ha festeggiato anche il suo ultimo compleanno e dove l’anno scorso pure un ricco manager emiratino (foto) ha detto sì; prima ancora, nel 2018, la fastosa cerimonia dei Ferragnez a Noto. Quest’anno, oltre al ragusano e alle solite Taormina e Cefalù, va forte il trapanese: Castellammare, Favignana, San Vito Lo Capo e la tonnara Scopello vista in "Ocean's Twelve". E dopo gli arabi, ora sono attesi gli indiani: coppie curiose che cercano dimore storiche ma pure insolite, come miniere e cave. Una startup siracusana, Martha's Cottage, s’è inventata perfino un’app per nozze last minute, che riposiziona nel mercato le date per quelle disdette, in cui gli sposi danno forfait all’ultimo. Non sono rare, a quanto dicono.


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