Giudiziaria Agrigento

Strage a Ravanusa, come è stato possibile: la maxi inchiesta sul disastro

A breve i primi nomi sul registro degli indagati, le indagini si annunciano lunghe e complesse

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/13-12-2021/strage-a-ravanusa-come-e-stato-possibile-la-maxi-inchiesta-sul-disastro-500.jpg Strage a Ravanusa, come è stato possibile: la maxi inchiesta sul disastro

 Ravanusa, Ag - Da anni via Trilussa era considerata "zona rossa", ad alto rischio idrogeologico: già nel 2018 un documento del Comune metteva nero su bianco che l'area distrutta dall'esplosione necessitava di interventi urgenti di ripristino, chiedendo e ottenendo dalla Regione più di 5,5milioni di fondi. "In quell'area - dice il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo - erano previsti a breve dei lavori". E che ne è stato negli ultimi 3 anni di quei denari versati da Palazzo d'Orleans? Potevano evitare il dramma o si è trattato di un evento imponderabile, della classica "tragica fatalità"?

Cosa ha trasformato il sottosuolo in una bomba? Uno smottamento provocato dal maltempo, che ha danneggiato le tubature; o la colpa è della stessa rete vetusta, con tubi posati nel 1984? Non sono solo i vigili del fuoco a scavare tra calcinacci, pilastri e pezzi di muro crollati ma anche gli investigatori perché forse, tra i detriti, potrebbero esserci le risposte a questo dramma. Italgas fa sapere che nell'ultima settimana non c'era stata alcuna segnalazione di fughe di metano, eppuree qualcuno da giorni sentiva uno strano odore di gas nel quartiere e solo 5 giorni prima dello scoppio c'era stato un intervento di manutenzione ordinaria sull'impianto della rete, che però non aveva evidenziato alcuna criticità. I carabinieri hanno acquisito il verbale d'intervento per verificare chi abbia materialmente eseguito il collaudo e se sia stato fatto a regola d'arte. 

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha già effettuato un primo sopralluogo nominando una squadra di periti: per ora si procede contro ignoti, per omicidio e disastro colposo, ma entro oggi potrebbero esserci i primi iscritti nel fascicolo. Tutta l’area sarà sequestrata e mappata al termine delle ricerche dei dispersi. Un lavoro lungo e complesso: 10mila mq da controllare, decenni di documentazione da acquisire, ditte e amministratori presenti e passati da interrogare e poi le immagini del disastro – arrivate anche sui media esteri – girate da soccorritori, cittadini e telecamere di sorveglianza della zona, da esaminare fotogramma dopo fotogramma per capire come abbia camminato il fuoco, da dove sia partito per originare la deflagrazione. Al momento, ci sono ancora troppe macerie per avere certezze.


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