Attualità Il ricordo

Pietro Carmina, il prof sepolto a Ravanusa: «Io mi fermo qui»

Il discorso d'addio ai suoi studenti adesso commuove i social

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/13-12-2021/pietro-carmina-il-prof-sepolto-a-ravanusa-io-mi-fermo-qui-500.jpg Pietro Carmina, il prof sepolto a Ravanusa: «Io mi fermo qui»

 Ravanusa, Ag - "Il pullman è arrivato. Io mi fermo qui. A voi, buon viaggio". Il discorso del professore Pietro Carmina (foto), tra le vittime della tragedia di Ravanusa, era di commiato prima del suo pensionamento. E' stato ripreso oggi sui social da un alunno, e le parole dell’uomo sono da brividi, a leggerle ora. "Ai miei ragazzi, di ieri e di oggi. Ho appena chiuso il registro di classe. Per l'ultima volta. In attesa che la campanella liberatoria li faccia sciamare verso le vacanze, mi ritrovo a guardare i ragazzi che ho davanti. E, come in un fantasioso caleidoscopio, dietro i loro volti ne scorgo altri, tantissimi, centinaia, tutti quelli che ho incrociato in questi ultimi miei 43 anni".

Carmina, omonimo ma non parente degli altri morti nel crollo, era andato in pensione nel giugno del 2018. Docente di Storia e Filosofia al liceo di Canicattì, il professore ha voluto lasciare loro una parola che li accompagnasse nel futuro. "Sono arrivato al capolinea - scriveva - ed il magone più lancinante sta non tanto nell'essere iscritto di diritto al club degli anziani, quanto nel separarmi da questi ragazzi". "Vorrei che sapeste che una delle mie felicità consiste nel sentirmi ricordato - ha detto rivolgendosi ai suoi alunni - una delle mie gioie è sapervi affermati nella vita; una delle mie soddisfazioni la coscienza e la consapevolezza di avere tentato di insegnarvi che la vita non è un gratta e vinci: la vita si abbranca, si azzanna, si conquista. Ho imparato qualcosa da ciascuno di voi, e da tutti la gioia di vivere, la vitalità, il dinamismo, l'entusiasmo, la voglia di lottare".

Oggi il professore è stato ricordato al liceo Foscolo di Canicattì e al Saetta Livatino, dove è stata letta questa sua lettera. "Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha - conclude nella sua lettera il professore - non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non "adattatevi", impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente".


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