Attualità Roma 18/09/2014 12:21 Notizia letta: 5262 volte

Montalbano, Degli Esposti: La Trattativa

La frittata di Crocetta
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Roma - La serie televisiva del commissario Montalbano potrebbe restare in Sicilia. Il produttore Palomar Carlo Degli Esposti dice di essere "possibilista", dopo aver sentito al telefono il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. "Mi ha assicurato di voler essere al fianco della Palomar per i prossimi Montalbano. Oggi si apre una fase nuova".

L'altroieri era uscita la notizia che parlava di un trasferimento della produzione della fiction tratta dai bestseller di Andrea Camilleri in Puglia dove Degli Esposti aveva già preso contatto con gli amministratori locali. Le polemiche Crocetta definisce "incauta" l'operazione Agrodolce prodotta da Rai Fiction in collaborazione con Rai Educational e con la Regione siciliana ai tempi dei governo di Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo e realizzata da Einstein Fiction; la soap fu girata interamente in Sicilia, nell'immaginaria cittadina Lumera, e fu sospesa nel 2011 dalla Rai.

"Con quei 25 milioni dovevano realizzare un centro di produzione a Termini Imerese - afferma il presidente della Regione - di quella struttura non abbiamo visto nemmeno l'ombra".

"Nessuno tenti di ribaltare la frittata - insiste Crocetta - perché la Rai dovrebbe restituire 25 milioni spariti nel nulla".

Crocetta e il suo amore per le denunce in Procura

"Ancora una volta anziché affrontare le questioni e proporre metodicamente fruttuose soluzioni, va in scena il "format Crocetta". C'è il malaffare, vado in Procura! E così continuiamo ad imbalsamare. Crocetta confonde la Rai con la casa di produzione Palomar. In procura ci vada se serve ma risolva anche le questioni se ne è capace!". Così il deputato regionale Lillo Firetto, sindaco di Porto Empedocle, componente della Fondazione Andrea Camilleri e presidente del Distretto Turistico di Agrigento sull'ultima esternazione del Presidente Crocetta sulla vicenda Montalbano-Rai.

"Non basta dire di amare la Sicilia, di voler lavorare per il rilancio e per la rivoluzione, non basta neppure pavoneggiarsi con tour tra le città natali degli scrittori italiani. Tutto questo non basta". Lo dicono i deputati di Articolo 4 Alice Anselmo e Luca Sammartino che proseguono "Non basta se poi si lascia che una produzione come “ Il commissario Montalbano” venga sradicata dalla sua cornice naturale, per essere spostata ad Otranto, luogo delizioso ma che nulla c’entra con le storie di Camilleri, che negli anni hanno costituito il motore del turismo ragusano". Non convince la risposta di crocetta: "Non basta uscirsene con una battuta su altre produzioni contestate - concludono Anselmo e Sammartino - occorre evitare questo continuo 'esodo' dalla Sicilia dei suoi figli migliori, anche quando questi figli sono frutto della fantasia di un illustre siciliano".

La vicenda in commissione di vigilanza Rai

Il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi: “Sarebbe veramente singolare se una produzione di eccellenza del servizio pubblico italiano come il Commissario Montalbano, esportata in tutto il mondo – spiega Anzaldi – venisse taroccata con l’ambientazione in un territorio diverso dalla Sicilia. E’ opportuno che la Rai chiarisca e intervenga”. “Forse la Rai e la Palomar – spiega Anzaldi – dovrebbero chiedere ad Andrea Camilleri, inventore delle avventure del commissario, e alla casa editrice Sellerio, cosa ne pensino del possibile spostamento della produzione televisiva in Puglia. Dopo i casi di italian sounding, con i prodotti enogastronomici di eccellenza del nostro Paese taroccati all’estero, siamo ora a una sorta di sicilian sounding? Sembra che la casa di produzione abbia chiesto sovvenzioni economiche agli enti locali e si parla addirittura della possibile richieste di ulteriori tasse ai cittadini, per far rimanere le riprese a Ragusa. Sarebbe grave se una cattiva gestione di questa vicenda finisse per danneggiare, anche economicamente, uno dei prodotti di punta del servizio pubblico, fiore all’occhiello anche nella distribuzione a livello internazionale”.

“Sembra una guerra tra ricchi – aggiunge Anzaldi – da una parte un territorio come la regione autonoma siciliana, famosa per gli sprechi come quello dello scandalo Giacchetto, dall’altra una societa’ di produzione televisiva che ha la fortuna e la capacita’ di essere presente negli appalti del servizio pubblico e gestisce il suo prodotto di punta, come ha dichiarato il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta in audizione in Vigilanza. Nel mezzo c’e’ la correttezza dovuta agli spettatori”.

Redazione