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Chiaramonte, missioni del sindaco troppo costose

La denuncia arriva dal gruppo consiliare Mario Cutello

4.077,40 euro spesi in totale per 6 missioni del sindaco di Chiaramonte a Roma, a Vicenza e a Canino (paesino in provincia di Viterbo di 5 mila abitanti circa). Questo è quanto denunciato dal gruppo consiliare di opposizione facente parte Mario Cutello sia in alcuni manifesti che sono stati affissi in città, sia tramite un post su facebook. Nel dettaglio, da quando l'amministrazione Gurrieri si è insediata, sono state effettuate le seguenti missioni con i relativi costi.

Roma, 20-21 giugno 2017: 651 euro; Roma, 10-11 luglio 2017: 1055,20 euro; Roma, 29 agosto 2017: 472,65 euro; Vicenza, 11-13 ottobre 2017: 1050,00 euro; Canino (Tv), 8-9 dicembre 2017: 424,65 euro; Roma, 19 dicembre 2017: 424,55 euro. Totale: 4077, 40 euro solo di missioni. Missioni che però durano pochi giorni, a volte anche un solo giorno (come nel caso di Roma, 29 agosto). Ammettiamo pure che il volo sia stato prenotato all'ultimo momento (tutte le volte si tratta di urgenze?), in ogni caso si tratta davvero di una cifra considerevole.

Il gruppo consiliare di Mario Cutello, specifica anche che nelle determine, pubblicate tutte in albo pretorio, gli impegni di spesa vengono assunti a missione avvenuta e non preventivamente come ci si aspetterebbe. Inoltre, non viene mai specificato a cosa servano queste missioni: vi è solo un generico "Missione nell'interesse dell'amministrazione". Il gruppo Cutello ritiene inaccettabile questo modo di agire e auspica maggiore chiarezza nella gestione dei soldi pubblici.

Ma cosa prevede, in effetti, il regolamento circa i pagamenti delle missioni di sindaci e assessori? Per capirlo, bisogna rifarsi al Decreto Ministeriale del 4 agosto 2011 dove si legge testualmente: "In occasione delle missioni istituzionali di cui all'art. 2, agli amministratori degli enti localispetta il rimborso delle spese di soggiorno in misura non superiore ai seguenti importi:
a) euro 184,00 per giorno di missione fuori sede con pernottamento;
b) euro 160,00 per missioni fuori sede che non superino 18 ore e che prevedano un pernottamento;
c) euro 52,00 per missioni fuori sede di durata non inferiore a 6 ore;
d) euro 28,00 per missioni di durata inferiore a 6 ore, in luoghi distanti almeno 60 Km dalla sede di appartenenza.
2. La durata della missione comprende i tempi occorrenti per il viaggio.
3. Il criterio della distanza chilometrica indicato al comma 1, lettera d), e' derogato in presenza di apposita dichiarazione dell'amministratore locale con la quale si attesta l'avvenuta
consumazione di un pasto. In tal caso la misura massima del rimborso e' pari ad euro 58.

A ribadire il concetto anche un parere della corte dei conti della Toscana che ha emanato una sentenza il 14 ottobre 2014. Si ricorda nel testo che: "Gli interventi legislativi recenti (ad esempio in tema di spese di missione) sono sempre volti – da un lato – al contenimento delle spesa pubblica e – dall’altro – all’eliminazione di forme di privilegio non giustificabili alla luce di specifiche esigenze connesse alle attività istituzionali proprie delle cariche pubbliche; attività il cui compenso deve essere ritenuto, in linea di massima, omnicomprensivo".

Sempre nella sentenza si ricorda che: "L’attuale formulazione dell’art. 84 del Tuel dispone quindi che: “Agli amministratori che, in ragione del loro mandato, si rechino fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, previa autorizzazione del capo dell’amministrazione, nel caso di componenti degli organi esecutivi, ovvero del presidente del consiglio, nel caso di consiglieri, è dovuto esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute nella misura fissata con decreto del Ministro dell’interno e del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali”. In applicazione di tale normativa, così come modificata, è stato emanato il Dm. del Ministro dell’Interno e del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 4 agosto 2011 il quale stabilisce che agli Amministratori che si recano, per ragioni inerenti il loro mandato, in missione fuori del Capoluogo comunale sono rimborsabili soltanto le spese di viaggio effettivamente sostenute, purché adeguatamente comprovate con idonea documentazione giustificativa, e comunque nei limiti stabiliti dal contratto collettivo nazionale di lavoro del personale dirigente del comparto Regioni – Autonomie locali, non essendo più previsto un riferimento al rimborso forfettario a seguito dell’abrogazione legislativa".