Attualità Ragusa

Nessun allarmismo, ma anche il ponte Costanzo è stato progettato da Morandi

Alto 168 metri

Ragusa - Anche il ponte Costanzo, infrastruttura che collega Modica a Ragusa, è stato progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi. Diciamo subito che non è intenzione di questo giornale creare facile e pruriginoso allarmismo. Ma è giusto, visti i fatti di Genova, raccontare la storia. 

Quando fu collaudato il 2 agosto del 1984 era il ponte più alto d'Italia, il ponte sul fiume Irminio, sulla statale 115, tra Ragusa e Modica. Il progetto fu da Riccardo Morandi. Lungo 956 metri, la luce maggiore arriva a circa 180m. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1975 e si conclusero dopo quasi 10 anni per opera della famosa ditta catanese Fratelli Costanzo S.p.A. Tuttora il ponte Costanzo con i suoi 168 m d’altezza è uno dei ponti più alti d’Europa.  I lavori furono avviati il 29 luglio del 1975 e costarono allora quasi 20 miliardi di vecchie lire. 

L'ingegnere romano iniziò a lavorare in Calabria negli anni Venti, ideando strutture in cemento armato per il recupero di edifici che riportavano i danni del cosiddetto "terremoto di Messina" del 1908. Studioso delle strutture di calcestruzzo armato precompresso, nel 1948 ottenne il primo brevetto sul sistema di precompressione che porta il suo nome. Quindi realizzò varie opere in calcestruzzo armato precompresso, tra cui ponti, costruzioni industriali e centrali termoelettriche.

La manutenzioni sul ponte Costanzo

Per parecchi mesi, nel 2005, il ponte Costanzo fu chiuso in parte, e fruibile a una sola corsia alternata, con impianto semaforico, per consentire la complessa opera di sostituzione dei blocchi in cemento armato lungo i piloni. Poichè la nuova Modica-Ragusa, via Ponte Costanzo, è la strada più trafficata della provincia, e appartiene alla Statale 115, la circolazione viaria provinciale subì un collasso. 

Nove anni dopo, nel maggio 2014, nuova opera di manutenzione straordinario del Ponte Costanzo-Morandi

I lavori sono stati completati in pochi mesi. Era il primo intervento previsto dall'appalto da cinque milioni di euro che rientrava tra gli interventi urgenti previsti dal "Decreto del Fare" per il rilancio dell’economia e dal piano di manutenzione straordinaria definito nella convenzione stipulata con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'impresa aggiudicataria dell´appalto fu l’Associazione Temporanea di Imprese Autotrasporti dei Fratelli Pierro e la Edilfalco dei Fratelli De Falco.

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