Cultura Scicli

Giorgio Agamben: Piero Guccione, pittore celeste

Pubblichiamo il testo letto da Giuseppe Savà in occasione del funerale di Piero Guccione, scritto dal professore Agamben

Nell'ultima visita nel suo studio alla Quartarella, Piero mi mostrò i quadri che stava dipingendo -gli ultimi e supremi in ogni senso, prima di doversi congedare per sempre dalla pittura.

Rimasi senza parole, quasi senza respiro. Non erano quadri quelli che avevo davanti agli occhi, non erano tele su cui la mano aveva dipinto: le tele erano perfettamente diafane, erano pura luce. Certo le marine di Piero ci avevano abituato a questo estenuarsi delle forme e dei colori: ma ora, in queste opere estreme, non cercava più di dipingere ciò che la luce gli permetteva di vedere, cercava di dipingere la luce stessa, cercava di dipingere l'impossibile. Per questo mi disse quel giorno: "aspetto il miracolo, il miracolo che mi permetta di finire questi quadri".
Così vorrei oggi ricordare nella sua Scicli la lezione di questo grande, severo, esigente, celeste pittore: Piero Guccione, il maestro della luce.

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