Cultura Randazzo

Il liutaio di Randazzo che fa strumenti col castagno. FOTO

Uno strumento può arrivare a costare 5 mila euro

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Randazzo - La “Casa della musica e della liuteria medievale” del milanese Giuseppe Severini, liutaio. Giuseppe è meneghino di nascita, ma di madre messinese e padre calabrese). Costruisce strumenti, della preistoria all’epoca classica e soprattutto all’età medievale.

Il suo lavoro consiste nello studio dei modelli antichi di strumenti musicali e nel tentativo di ricostruirli, creando degli oggetti funzionanti con cui si possa interpretare il repertorio originale, in particolare dell’epoca medievale. E per realizzarli ha usato anche un legno insolito, ma di grande rilevanza sull'Etna: il castagno. 

C'è una “Citola” in costruzione, strumento dalla timbrica particolare legata alla sua particolare forma e dimensione, realizzato scavando un pezzo unico di legno. Una lavorazione completamente diversa da quella del liuto, che invece si costruisce con diversi listelli di legno sottili per garantirne la leggerezza. Poi ci sono i suoni armonici di antiche campane del Tibet, realizzate con una lega di 7 metalli, 7 come i pianeti (allora conosciuti), quindi con un significato cosmologico: si sentono benissimo i suoni armonici che sono quelli segreti della natura. Sopra uno spartito risalente agli inizi del 1200, dal Tintinnabulum rispondono intanto con suono squillante le campanelle che, all’epoca dei canti gregoriani, aiutavano i monaci a trovare l’intonazione. 

C’è la “Simphonia”, nota volgarmente come “Organistrum” e ricostruita sulla base del ritratto presente sul Portico della gloria a Santiago de Compostela. Uno strumento che si suona in coppia, quindi scomodo e per questo ben presto abbandonato in favore della più maneggevole “Ghironda”: sono queste le prime «macchine per la musica medievali».

Poi ci sono strumenti ad arco che, ricostruiti da Severini, raccontano la storia del violino. Erano strumenti che si suonavano sulle ginocchia, come se fossero dei violoncelli, fino a quando si cominciano a sviluppare altri suonati a spalla, come la “Ribeca”, tratta da una pittura del 1070. E via via, da una melodia all’altra suonata da ciascuno di questi strumenti dal suono peculiare, fino al barocco di una chitarra battente realizzata da Severini, invece che con le doghe, su un pezzo di legno unico di salice rosso trovato nel fiume e decorata con la madreperla e al salterio che si suona con le bacchettine e anticipa dunque un po’ il pianoforte.

Severini si è dedicato alla ricostruzione di strumenti come la “Kythara” o il “Barbitos” realizzato con il guscio di tartaruga, fino agli strumenti del Medioevo.

Severini, già docente, oltre alla laurea in Filosofia con tesi in Storia medievale, ha studiato musica - mandolino classico - al conservatorio di Padova.

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Quanto costa uno strumento? Il prezzo può variare dai 500 ai 4-5.000 euro.