Benessere Obesità infantile

Dieta bambini: gli errori da evitare a tavola

Spegnete la tv a tavola

L'obesità in Italia è un fenomeno che riguarda sempre più i bambini. In questi ultimi anni ha acquisito una tale rilevanza da potersi definire uno dei principali problemi di sanità pubblica dei nostri tempi. Pertanto è fondamentale che i bambini vengano educati a una alimentazione sana e corretta perché se si è obesi da piccoli molto probabilmente lo si sarà anche da adulti. Il pranzo e la cena si pongono quindi quali momenti cruciali per far acquisire ai piccoli una educazione alimentare che consenta loro di consumare adeguatamente i pasti.

Bambini e dieta: gli errori da evitare
In particolare possiamo distinguere tra errori che riguardano la somministrazione di alcuni aimenti che sarebbe meglio evitare e un atteggiamento educativo improntato ad alcune scelte che possono condizionare in maniera negativa il rapporto col cibo da parte del bambino. Cominciamo dai primi.
1) Merendine. Da evitare quelle che contengono sale e grassi saturi. In particolare il sale non dovrebbe superare 1 grammo su 100 grammi di prodotto, i grassi saturi un grammo e mezzo su 100 di prodotto. Le merendine di per sè non vanno bandite del tutto ma bisogna leggere con attenzione le etichette che devono riportare la dicitura “a basso contenuto di sale, zucchero e grassi saturi “.
2) Evitare lo zucchero fino ai 2 anni. I bambini vanno educati al gusto. Se si abituano allo zucchero, basta già un dolce a fine pasto o metterne un po' nel latte, sarà poi molto difficile dissuaderli da questa abitudine. Anche aggiungere lo zucchero nella frutta è sbagliato perché ne altera il sapore, senza i bambini la sentiranno acida e quindi saranno invogliati "correggerla" con lo zucchero.
3) Niente sale fino a un anno. Il sale conferisce un sapore deciso agli alimenti, per cui può far sì che i più piccoli non gradiscano frutta e verdura che presentano un sapore meno accentuato. Per quanto riguarda le indicazioni, non bisognerebbe superare 2-3 grammi di sale al giorno nei bambini sopra un anno, 5 grammi al giorno dai 14 anni in poi.
4) Da evitare anche i succhi di frutta perché contengono soprattutto coloranti e zucchero. Ad esempio una confezione da 200 ml di tè presenta circa 25 grammi di zucchero, quando secondo le linee guida la quantità giornaliera di zucchero non dovrebbe superare ill 10% delle calorie di tutta la giornata.

Bambini e dieta: gli errori psicologici da evitare
Il bambino va educato a un corretto rapporto col cibo. In particolare è opportuno seguire alcuni accorgimenti per far sì che il bebè abbia col cibo un rapporto sano.
1) Spegnete la tv a tavola e anche lo smartphone e altri dispositivi elettronici perché altrimenti il bambino si distrae e non gusta il cibo che ha davanti. Un bambino che non fa attenzione a ciò che mangia pone le basi per un adulto distratto che non gusterà i piaceri della tavola.
2) Non sgridarlo se mangia con le mani. Il bambino esplora il mondo con i sensi, le mani sono il suo strumento guida. Una volta svezzato, toccare il cibo con le mani ma anche gli altri oggetti, è il suo modo per esplorare e quindi conoscere ed entrare in relazione col mondo che lo circonda. Il tatto a questa età è il senso della conoscenza. I bambini di fatto amano giocare col cibo, per cui non sgridiamoli quando li vediamo agire in questo modo, pazienza se sul pavimento finisce qualche residuo di cibo.
3) Non lasciare al bambino la scelta su cosa mangiare perché nella maggior parte dei casi sarebbe orientata a cibi poco salutari ricchi di zuccheri e grassi. Piuttosto il ruolo dei genitori consiste nell'educarlo alla scelta degli alimenti più salutari, di modo che quindi le abitudini possano radicarsi. Se invece il bambino non gradisce un piatto o un alimento è inutile insistere, piuttosto dobbiamo presentargli il piatto sotto un'altra veste. Si sa che i bebè non vanno pazzi per le verdure, per fargliele imparare a mangiare possiamo mimetizzarle sotto forma di polpette o per condire pasta. Aggiungerle quindi agli alimenti che piacciono ne stimolerà la curiosità.
4) Coinvolgeteli nella preparazione delle ricette. In questo caso è proprio vero che giocando si impara. Il bambino impara a sviluppare una consapevolezza alimentare relativa all'importanza di alcuni alimenti attraverso il gioco.
5) Non portate fretta al bambino che non deve consumare sbrigativamente il pasto, ma gustarlo a pieno. Pertanto organizzatevi conciliando i vostri impegni lavorativi col momento dei pasti che i piccoli devono godersi in tutta serenità e tranquillità.
6) La ricompensa se mangia un piatto che non gli piace. Si tratta di uno escamotage che non è corretto da un punto di vista educativo. Si tratta in effetti di un errore piuttosto comune da parte dei genitori. In realtà il bambino va educato a comprendere l'importanza di alcuni alimenti per la sua salute, per cui i genitori devono essere bravi a farglielo capire, ad esempio si può dire loro che alimenti quali frutta e verdura gli fanno bene perché lo aiutano a crescere forte e sano.