Attualità Lo scenario

Covid, o il pass verde o la zona gialla: la Sicilia si blinda

Dopo i contagi arriveranno i ricoveri, ma solo tra i non vaccinati

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 Ragusa - Le regioni come la Sicilia, preoccupate di finire in zona gialla, chiedono al premier Draghi di affiancare al parametro dei 50 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti quello sui posti letto Covid: costantemente bassi, grazie ai vaccini, nonostante la recente salita di contagi. In attesa che si rivedano le regole dei colori, la contromossa siciliana è stata il ripristino del tampone obbligatorio per chi arriva da Malta, Spagna, Portogallo, Regno Unito e altri stati extraeuropei sotto scacco. E’ stata la prima regione ad assumere questo provvedimento, che penalizzerà ulteriormente il turismo dall’estero, su sui tuttavia gli operatori del settore avevano già messo una pietra sopra per questa stagione.

Presto farà lo stesso la Sardegna, l’altra grande Isola meta dell’estate. Insieme alla Sicilia sono le regioni che – secondo l’Altems dell'università Cattolica – più di tutte corrono il rischio di finire in zona gialla da qui a 7 giorni: un pronostico dato a oltre il 30% per entrambe. Seguono Veneto (24%), Campania e Lazio (20%). Una percentuale di rischio che aumenta proporzionalmente avvicinandosi ad agosto, diventando certezza.

Ci sono 1,7 milioni di siciliani, dai 12 anni in su, che vanno in giro "scoperti", senza nemmeno una dose, 700mila dei quali over 40. Pare che negli hub si presenti ormai solo per i richiami. Per questo appare sempre più necessaria l’altra contromossa, nazionale, per continuare a godere tutti delle libertà ritrovate: il green pass vaccinale, da rilasciare dopo la seconda dose, sebbene la protezione si completi a due settimane dal richiamo. Si, ma "chi controlla? - si chiede il governatore Nello Musumeci -. Se il green pass non lo controllano neppure nei viaggi internazionali... parliamo di cose fattibili" dice, rassicurando gli esercenti.


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