Benessere Spezie

Dieta del cardamomo: come funziona

Cardamomo: la spezia che favorisce la digestione e la circolazione. Un ingrediente dall’aroma unico, fruttato e intenso che arriva dall’Oriente e ha incredibili proprietà digestive, antisettiche e protettive

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/07-09-2023/la-dieta-del-cardamomo-500.jpg La dieta del cardamomo


Il cardamomo, i cui semi sono usati come spezia, potrebbe essere una scelta dietetica sana e il suo consumo un possibile aiuto per mantenere un peso corporeo ottimale. È questa la conclusione a cui arriva lo studio del Texas A College of Agriculture and Life Sciences, condotto sugli animali e pubblicato sull'International Journal of Molecular Sciences. I dati indicano che questa spezia potrebbe avere i requisiti per essere un super-food. Il cardamomo è una spezia popolare in molte parti del mondo, ha un sapore erbaceo e un aroma che mescola eucalipto, menta e pepe. Gli studi condotti sugli animali hanno previsto diverse dosi di semi di cardamomo in una dieta regolare.

E' emerso così che il cardamomo aumenta l’appetito e, al contempo, anche il dispendio energetico e la riduzione della massa grassa. La ricerca ha inoltre fornito le prime stime di dosaggi per gli esseri umani: almeno 77 milligrammi di cardamomo per un adulto del peso di circa 60 chili. Una dose che può essere ottenuta consumando almeno 8-10 baccelli di cardamomo ogni giorno. Lo studio ha inoltre confermato che il cardamomo modula i circuiti neurali che regolano la lipolisi del tessuto adiposo e il metabolismo ossidativo mitocondriale a livello epatico e muscolo scheletrico, oltre ad avere un’azione anti-infiammatoria.

Proprietà benefiche del cardamomo 

La storia del cardamomo ha radici orientali, nei territori dell’India e del Nepal. Si tratta di una spezia molto profumata appartenente alla specie del genere Elettaria, ovvero delle piante tropicali della famiglia delle Zingiberaceae, la stessa dello zenzero. Conosciuto in Europa fin dai tempi dei Greci e dei Romani, veniva utilizzato per produrre profumi. Oggi, invece, è nota come la terza spezia più cara al mondo dopo zafferano e vaniglia. A renderlo celebre in tutto il mondo, il suo gusto fresco e pungente allo stesso tempo che rende il cardamomo uno degli ingredienti più importanti di tisane speziate e piatti etnici, dove insaporisce carni, riso e verdure. Ma in pochi sanno che questa spezia ha anche delle proprietà curative antiossidanti e antinfiammatorie: è infatti indicata per favorire la digestione e contrastare il gonfiore addominale, abbassare la glicemia, proteggere le vie respiratorie e prevenire la carie.

Cardamomo: cos’è

https://www.ragusanews.com/immagini_banner/1721243423-3-ag-distribuzione.gif

Il cardamomo che usiamo in cucina viene ricavato dalla pianta tropicale Elettaria Cardamomum che appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae (la stessa di zenzero e curcuma). Questa pianta è originaria del Nepal e dell’India, dove cresce spontanea ad un quota compresa fra gli 800 e i 1000 metri in regioni a clima caldo e umido dove può raggiungere anche i 20 metri di altezza. Oggi ne è diffusa anche la sua coltivazione, principalmente in Sri Lanka, Malesia, Guatemala e Tanzania.

Un aroma volatile

https://www.ragusanews.com/immagini_banner/1703519144-3-despar.gif

Il cardamomo si ottiene dai futti della pianta che sono piccoli, ovali e di colore verde pallido. I frutti dell’Elettaria Cardamomum sono lunghi un centrimetro circa e contengono al loro interno dei piccoli semi neri che hanno il potere aromatico che ha reso celebre questa spezia. Questi piccoli semi, prima di essere utilizzati, vengono essiccati ancora nel guscio. Per ottenere il massimo valore aromatico da questa spezia, è importante rompere il guscio solo poco prima di ultilizzare il cardamomo o si rischierà di disperdere il profumo nell’ambiente anziché nel piatto.

Come scegliere il cardamomo

Il cardamomo va comprato scegliendo i baccelli caratterizzati da un bel colore verde brillante. Quando virano sul beige infatti, sono spesso vecchi, essiccati male o mal conservati.

Le varietà di cardamomo

Del cardamomo esistono diverse varietà, distinte per aroma e sapore, le più diffuse sono tre:

  • cardamomo verde (Elettaria cardamomum), è la tipologia più pregiata e con un sapore più intenso e proviene dall’India
  • cardamomo nero del Siam (Amomum compactum), diffuso prevalentemente in Myanmar e Thailandia, ma si tratta della varietà più amara. Questo è anche il più comune, e quindi più economico, anche se è di minor qualità 
  • cardamomo di Ceylon (Elettaria repens), dello Sri Lanka, bruno-marrone, dall’aroma di legno affumicato
  • cardamomo bianco, più tenue e delicato, è cardamomo verde sbiancato

La storia del cardamomo Il Cardamomo è una delle spezie più antiche del mondo. In India cresce da più di 5000 anni ed è una delle spezie più costose e utilizzate in cucina. E’ chiamato anche “Capalga” e “Iliachi”. Nei secoli è stato utilizzato in quasi tutto il mondo per fini diversi. Gli Antichi Egizi già nel 1500 a.C. lo usavano come profumatore d’ambiente insieme all’incenso o per lavare i denti. I greci lo scoprirono solo nel IV sec. a.C. importandolo a caro prezzo dai paesi d’origine. Grazie a loro questa spezia arrivò a Roma, dove gli amanti della buona tavola e dei lauti banchetti la adottarono senza esitazione anche per le sue proprietà digestive. Fu uno degli ingredienti più apprezzati nel Medioevo, soprattutto nella preparazione di pan di spezie e di antipasti, ma anche per la conservazione dei cibi. Il cardamomo viene utilizzato tantissimo nella cucina di molti paesi, a volte anche per dare un tocco afrodisiaco ai cibi. Quello verde viene utilizzato nella medicina iraniana e indiana per curare infezioni dentali e gengiviti e per prevenire alitosi e tubercolosi polmonare, infiammazioni alle palpebre, calcoli biliari e problemi di digestione. Quello nero viene usato in molti paesi orientali per curare mal di stomaco, stitichezza e dissenteria. Oggi il cardamomo è una delle spezie più importanti delle cucine arabe, dal Medio Oriente ai dei paesi del Golfo, del subcontinente Indiano, ma anche della pasticceria scandinava e dell’Europa Centrale. Viene ampiamente utilizzato per aromatizzare i piatti unici di riso, carne e yogurt della tradizione beduina (mansaf) e moghul del nord dell’India (biriani), aggiunto intero o tritato con numerose altre spezie delle miscele di baharat, curry o masala.

Il suo sapore si adatta perfettamente per insaporire i dolci di frutta secca e farine integrali (pain d’epices), ma anche le macedonie tropicali, le gelatine, i gelati, le creme e i dolci al cucchiaio, di latte e frutta secca. Particolarmente adatto anche  per decotti e infusi, dal caffè arabo al tè nero nei paesi del Corno d’Africa o tagliato al latte nella ricetta indiana del chai, ma anche nel glogg, il vino caldo speziato servito nei paesi nordici e nelle birre belghe.

Cardamomo: un concentrato di nutrienti

Come tutti i semi, il cardamomo è un concentrato di nutrienti. Contiene soprattutto calcio, manganese, potassio e fitosteroli. 

Nella stessa quantità sono presenti (per 100 g di semi):

  • Calcio (383 mg), facilita la coagulazione del sangue, regola il sistema nervoso e la frequenza cardiaca, e svolge un ruolo importante nella costituzione e nel mantenimento di una buona salute ossea e dentale

  • Magnesio (229 mg) aiuta il corretto funzionamento di muscoli, nervi e intestino, riduce anche i dolori muscolari e crampi

  • Ferro (14 mg) contribuisce al trasporto dell’ossigeno nell’organismo e anche al mantenimento di una buona attività enzimatica anche a livello digestivo

  • Zinco (7,47 mg) contribuisce al corretto funzionamento del pancreas e al rinnovamento cellulare combattendo efficacemente i radicali liberi

  • Vitamina B2 (0,18 mg) stimola l’appetito e la funzione cerebrale ed è responsabile dell’azione analgesica (0,18 mg)

  • Vitamina B6 (23 mg) permette di assorbire il magnesio e sintetizzare la cheratina per mantenere una pelle giovane e in salute

Cardamomo: proprietà e benefici

I benefici più noti e più apprezzati del cardamomo sono sicuramente quelli digestivi e carminativi, ma anche antibatterici. Si è inoltre rilevato capace di contrastare il colesterolo alto, ma non solo. Ecco i principali benefici del cardamomo:

Gastroprotettivo

Il cardamomo svolge un effetto protettivo sulle pareti dello stomaco. Sebbene le evidenze scientifiche si fermino attualmente a osservazioni sulle pareti dello stomaco di animali, l’uso di questa spezia potrebbe apportare benefici a coloro che soffrono di disturbi gastrici e ulcere.

Digestivo

Il cardamomo è una spezia che stimola la digestione, quindi ideale da aggiungere sia ai pasti, ma anche sotto forma di infuso da bere dopo i pasti. Inoltre ha un’azione carminativa, ossia aiuta a ridurre la formazione dei gas intestinali e quindi a contrastare la pancia gonfia. Per potenziare questa sua azione, potrebbe essere preparato un infuso insieme a semi di finocchio e di cumino. 

Riduce i livelli di colesterolo

Come dimostrato da alcuni studi, l’olio o la polvere di cardamomo sarebbe in grado di portare a una riduzione dei livelli di colesterolo totale e colesterolo cattivo. Il cardamomo avrebbe dunque un effetto cardio-protettivo. 

Proprietà antisettiche

Nel cardamomo è presente il cineolo che ha note proprietà antisettiche: per questo motivo è usato sin dai tempi antichi per contrastare le affezioni delle vie respiratorie come tosse e raffreddore. La sua azione atibatterica poi, può rivelarsi utile per prevenire le carie dentali. Questa proprietà è nota soprattutto in oriente, dove da molto tempo si usa masticare le bacche di cardamomo, con ancora i semi all’interno.

Abbassa la glicemia

Può aiutare nella riduzione della glicemia e dei picchi glicemici, se assunto insieme ad una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di zuccheri. 

Riduce la pressione arteriosa

Studi clinici hanno dimostrato che la somministrazione di 3 grammi di polvere di cardamomo per 12 settimane può portare a una riduzione della pressione arteriosa in soggetti ipertesi.

Usi in cucina

La versatilità del cardamomo in cucina è nota, sebbene poco esplorata nei piatti occidentali. I semi di cardamomo infatti, si prestano a impreziosire preparazioni sia dolci sia salate, ma anche tè, tisane, bevande aromatiche e salse. Ecco come avvicinarsi all’uso del cardamomo con delle semplici ricette:

  • tisana al cardamomo: per prepararla basta far bollire per 5 minuti 2 cucchiai di cardamomo in 300 ml d’acqua. Una volta passato questo tempo si fa riposare per altri 5 minuti, si dolcifica con del miele ed è pronta per essere gustata

  • verdure speziate: un metodo soft per speziare le verdure con il cardamomo, è quello di cuocerle al vapore mettendo la spezia direttamente nell’acqua di cottura. In questo modo le verdure assorbiranno i sentori del cardamomo, senza arrivare a un risultato eccessivamente pungente

  • riso basmati al cardamomo: cuocere 250 g di riso basmati in 480 g di acqua e un cucchiaino di bacche di cardamomo tritate per 15 minuti a pentola coperta senza mescolare. quando è pronto, aprire, aggiungere una bustina di zafferano, 200 ml di latte di cocco, mescolare e servire

Accostamenti

Nel libro La Grammatica dei Sapori e le Loro Infinite Combinazioni di Niki Segnit (ed. Gribaudo), che è uno dei manuali più importanti in tema di accostamenti culinari, troviamo il cardamomo tra gli ingredienti del gruppo agrumati, insieme ad arancia, pompelmo, lime, limone e zenzero. “Come le foglie di alloro e il rosmarino, il cardamomo contiene note evidenti di canfora ed eucalipto.” afferma l’autore Niki Segnit, che prosegue: “Facendo parte della famiglia zenzero ha anche sentori agrumati e floreali“.

Pertendo da queste premesse, ecco gli accostamenti più intriganti che vengono suggeriti nel manuale:

  • cardamomo e agnello

  • cardamomo e albicocca

  • cardamomo e bacon

  • cardamomo e banana

  • cardamomo e caffè

  • cardamomo e cannella

  • cardamomo e carota

  • cardamomo e cioccolato

  • cardamomo e cocco

  • cardamomo e mandorla

  • cardamomo e mango

  • cardamomo e pera

  • cardamomo e rosa

  • cardamomo e zafferano

  • cardamomo e zenzero

Rimedi naturali

Con il cardamomo si possono preparare semplici infusioni da respirare con un asciugamano sulla testa per liberare le vie aeree in caso, ad esempio, di raffreddore o sinusite. Per beneficiare del suo effetto digestivo e carminativo invece, si può preparare una tisana al cardamomo in modo semplice e veloce. La ricetta base prevede l’utilizzo di un cucchiaino di semi (meglio se aperti, per favorire il rilascio di princìpi attivi) per 250 ml di acqua (circa una tazza).

Come prima cosa si porta ad ebollizione l’acqua, quindi si aggiungono i semi di cardamomo e si lascia bollire il tutto per 4 o 5 minuti, trascorsi i quali si spegne il fuoco e si lascia in infusione altri 5 o 6 minuti; a questo punto è possibile filtrare e bere il decotto. Per potenziarne il suo effetto digestivo e sgonfiante, è possibile aggiungere alla tisana anche mezzo cucchiaino di cumino e un pezzetto di zenzero, direttamente insieme al cardamomo in acqua bollente. Inoltre, potete aggiungere anche un cucchiaino di semi di finocchio durante la fase di infusione. 

Controindicazioni

L’assunzione di cardamomo è solitamente sicura, senza particolari controindicazioni, eccezion fatta per coloro che sono allergici a questa spezia. Anche chi soffre di calcoli biliari dovrebbe evitare il cardamomo, così come chi assume farmaci antiaggreganti. 


© Riproduzione riservata