Cronaca Rosignano

Muore a 15 minuti dal vaccino Covid, i medici: «Sarebbe morto comunque»

Il caso di Federico Bertoli unico in Italia, ma per gli esperti il siero non c’entra niente

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 Livorno - Rappresenta un caso unico in Italia ciò che è accaduto ieri al centro vaccinale di Rosignano Solvay dove Federico Bertoli, 53 anni, è morto domenica a pochi minuti dalla seconda dose di vaccino anti Covid, nella sala d’aspetto dove si attende un quarto d’ora a titolo precauzionale dopo la somministrazione. Inutile l’arrivo dell’ambulanza, che ha fatto in tempo solo a caricarlo a bordo. Gli esperti, interrogati in queste ore dai media, escludono però categoricamente correlazioni con il siero. «Saranno eseguiti tutti gli approfondimenti necessari per capire cosa sia successo a Rosignano, ma posso dire una cosa con certezza: il vaccino è sicuro e non c'entra niente - commenta Spartaco Sani, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Livorno -. Non è che ogni volta che accade un incidente di questo tipo si possa tornare sulla questione della sicurezza del vaccino, purtroppo si può morire in qualunque momento».

Anzi, «l’immediatezza dell’evento rispetto alla somministrazione ci dice con ancora maggior certezza che il vaccino non ci incastra niente: le manifestazioni avverse conosciute non sono morti improvvise. Mi sento di dire che al 999,99 per mille la morte di questa povera persona sarebbe avvenuta ugualmente, purtroppo». Gli altri decessi sospetti avvenuti nel corso dell’anno in effetti sono sempre avvenuti a giorni se non settimane dall’iniezione, eppure non si possono neppure escludere eventi avversi immediati – sebbene non letali -, visto che è necessario appunto sostare un quarto d’ora in sala d’aspetto dopo l’inoculazione, prima di potersene andare tranquilli. Ma, trattandosi nel caso in questione di una seconda dose, «uno choc anafilattico o una reazione avversa - ragiona ancora il professore - sarebbero dovute accadere eventualmente alla prima dose, se invece è avvenuta senza problemi la seconda è ancora più sicura».

«Ripeto, se uno viene colpito da infarto il vaccino non c’entra niente: è molto probabile che abbia avuto un evento acuto, che gli sarebbe successo anche altrove».  Una tragica coincidenza, dunque. «Spero che questo episodio non venga strumentalizzato dai no-vax - conclude Sani -. Certamente le eccezioni ci sono, perché il 100% in medicina non esiste, ma è inconcepibile aver paura del vaccino: bisogna avere paura del virus». «Un caso mai sentito ma escludo lo choc anafilattico, perché una quindicina di minuti mi sembrano davvero pochi - concorda l’infettivologo genovese Matteo Bassetti - Se fosse accaduto, chi l’ha soccorso avrebbe dovuto accorgersene perché si chiude la glottide, la persona non respira». Sul dramma, che ha lasciato ammutoliti familiari e amici della vittima, sono comunque in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine e i pm hanno aperto un’inchiesta.


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