Cultura Ragusa

L’antica sinagoga di Ragusa

Da oggi Ragusa può finalmente ritrovare con certezza la sua antica e profonda anima ebraica in quel luogo dove attualmente insiste la Chiesa della Nunziata

https://www.ragusanews.com/immagini_articoli/14-07-2023/l-antica-sinagoga-di-ragusa-500.jpg L’antica sinagoga di Ragusa


 Ragusa - Nell’ambito della Contea di Modica, Ragusa fu una città caratterizzata da una significativa presenza ebraica.

Trovo spesso scambi commerciali tra ebrei di Ragusa ed ebrei di Scicli alla fine del Quattrocento e per tutta la prima metà del Cinquecento.

Scicli era il centro commerciale per eccellenza. Vicino al mare, controllava i commerci con l’isola di Malta e con l’Oriente, i suoi terraggieri (gli Erizzi) spesso si sostituivano al conte quando questi era particolarmente indebitato per far fronte agli stipendi e alle necessità degli ufficiali del caricatoio di Pozzallo.

Ragusa aveva un altro ruolo nel risicato equilibrio di forze all’interno della Contea di Modica. Con il suo vasto altopiano, le colture estensive, i suoi allevamenti e i commerci rappresentava la vera cassaforte dell’imprenditoria comitale, in perenne contrapposizione con Modica, penalizzata da un territorio circoscritto e accidentato, la cui economia dipendeva prevalentemente dal movimento commerciale del caricatoio di Pozzallo.

Quante volte i giurati di Modica impedirono che partite di grano partissero dirette in Spagna perché le ritenevano necessarie a sfamare la loro gente! Non disdegnando anche tumulti e sequestri “armata manu” di frumento. 

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Ragusa, la capitale dell’antica Contea di Ragusa, godeva di una posizione strategica naturale e offriva, senza dubbio, una qualità di vita tale alla quale non era indifferente il contributo della sua numerosa comunità ebraica.

Non si può parlare di “comunità ebraica” a Ragusa senza pensare subito a un luogo di culto, alla “meschita”.

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Un tempo così erano chiamate le sinagoghe nel giudeo-arabo, la lingua parlata dagli ebrei siciliani.

Carioti ci ricorda nel suo libro di memorie “Notizie storiche della città di Scicli” che a Scicli le meschite erano tre.

Infatti, grazie a uno studio attento dei protocolli dei notai di fine Quattrocento e Cinquecento le tre sinagoghe sono state sufficientemente ubicate.

A Modica la meschita fu bruciata durante la strage di ebrei del 1474 e purtroppo con la sua distruzione si perse anche l’indicazione del luogo e la sua memoria.

Se a Scicli le meschite erano tre a Modica abbiamo notizie solo di una meschita.

Così pure a Ragusa. 

Scrive Eugenio Sortino Trono nel suo libro “Ragusa Ibla sacra”, op. cit.: 

Sulla moderna via Orfanotrofio, con prospetto a mezzogiorno sorge questa Chiesa minore (SS. Annunziata, ndr) sullo stesso sito dove, all’epoca saracinesca, era una Moschea che a sua volta si era sovrapposta all’antichissimo tempio pagano di Diana. Il suo primo nome come Chiesa fu di S. Maria di Porto Salvo.

Mancando qualsiasi documento, non è affatto il caso di discutere, più o meno, sull’attendibilità di questa antica tradizione. Il più volte citato Lauretta, e anche l’Anonimo compilatore, sono quelli che ci danno questa notizia, e molto difficile ne è il controllo. Si può loro credere solo, in quanto asseriscono che dietro la Cappella maggiore, sino ai loro giorni, osservavansi numerose tracce di alcuni caratteri arabi, che il Lauretta chiama cufici, e in quanto all’asserzione di dire la Chiesa assai antica.

Dopo, la Moschea diveniva Sinagoga, dacché proprio il quartiere attorno l’attuale Chiesa dell’Annunziata era il quartiere della Giudecca abitato dagli Ebrei, del quale si ha notizia storica sin dal 1394, e dal privilegio che la Curia Vescovile di Siracusa spediva nel 1557 a favore della Chiesa di S. Nicola…

La chiesa sovrapponevasi alla Moschea o Sinagoga molto prima del 1501, anno segnato sulla maggior campana del campanile.

Sortino Trono prima confessa di credere per fede a Lauretta e a un Anonimo, poi si spinge più avanti affermando che, non possedendo prove certe, ogni discussione diventava inutile.

Non aveva tutti i torti.

Ad ogni modo, Lauretta e l’Anonimo queste notizie le avevano raccolte da fonti che non erano inattendibili, anche se entrambi non le citavano.

Il 20 ottobre 1540 il Rev/do Matteo de Belleo umilmente supplica i Rev/di Antonio Cardinali e Pietro Marciano, visitatori eletti dal Capitolo della Cattedrale di Siracusa.

L’arcivescovo era deceduto e la sede siracusana, alla quale in quel tempo Ragusa era soggetta per giurisdizione ecclesiastica, era vacante.

Per quanto jn quista terra di Ragusa è un oratorio publico et universali sub nomine de la Nuntiata olim et nunc sub vocabulo Sante Marie de Portu Salvo lu quali oratorio attempo di Judej era mjxchita di Judej senza rendita e proventu di cosa alcuna, lu passato Sig/ Gubernaturj lu Sig/ Antonio Araglano (De Arellano, ndr) cum qonsensu e prekerj di li mag/ci Jurati di quista terra elessiro jn cappellano e oratorj jn ditto oratorio a ditto supplicanti (Matteo de Belleo, ndr) senza qonfirma e obedientia di prelatj ut moris est et juris est, pertanto volendo ditto supplicantj farj la obedientia e mostrarse prompto ad tutti prelati e superiurj occurri iterum supplicando V/rj Rev/di Signurj si digiano firmarilo in ditto beneficio e oratorio e farle ut decet privilegio ut jn futurum et semper reper/ preditto oratorio cum la obedientia di prelati e superiurj.

I visitatori accolgono la supplica del presbitero Mattheo de Belleo.

Ecco ciò che annota in cancelleria il segretario e maestro notaro Marciano Corrales:

Fiat quantum in forma confirmationis et concedetur licentiam eidem presbitero Mattheo De Belleo.

Il ven/ De Belleo finalmente poteva vantare di essere il beneficiato di un oratorio perché la sua nomina, fatta dal Governatore della Contea di Modica, era stata ratificata da un’autorità ecclesiastica.

Sortino Trono sarebbe stato ora felicissimo di sapere che, in effetti, la sua citazione del Lauretta e dell’Anonimo non si era dimostrata errata. 

Per tantissimi anni questa notizia riferita da Sortino Trono è stata l’unica verità a essere creduta.

Da oggi Ragusa può finalmente ritrovare con certezza la sua antica e profonda anima ebraica in quel luogo dove attualmente insiste la Chiesa della Nunziata. La sinagoga era là e là è rimasta per secoli, per una strana e curiosa metamorfosi della fede nel Dio dei Padri, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. La sua memoria rimarrà là per sempre, grazie alle carte sapienti dell’Archivio dell’Arcidiocesi di Siracusa, a dispetto dell’Editto di Granada del 1492 con cui gli ebrei furono cacciati da tutti i regni e possedimenti dei Re Cattolici, a dispetto della miopia degli uomini tanto deprecata e castigata dalla Storia. 

CREDITI

Archivio Storico Diocesano - Arcidiocesi di Siracusa

Carioti A., Notizie storiche della Città di Scicli/ Edizione del testo, introduzione e annotazioni a cura di Michele Cataudella, Ed. Comune di Scicli, luglio 1994

Pellegrino F., La Contea di Modica nei primi anni del Cinquecento/Storia di un giallo e di una contabilità ritrovata, Ed.The Dead Artists Society, Scicli 2019.

Sortino Trono E., Ragusa Ibla Sacra/Università (Municipio) di Ragusa Ibla (1619.20-1818.22), Stab Grafico V. Criscione, Ragusa 1928.

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