Esteri Madrid

Europei, Spagna campione, cronaca di una Vittoria

Re Felipe VI, con la sua presenza all’evento, ha trasformato una vittoria in una grande opera di propaganda della Monarchia



Madrid - Appena l’arbitro fischiò il fine partita, mi precipitai fuori di casa, a Piazza di Spagna a Madrid, e colsi al volo il primo urbano che percorreva la Gran Vía per avvicinarmi il più possibile a Piazza Cibéles, il luogo nel quale si celebrano a Madrid i grandi eventi del Real Madrid e della squadra nazionale di calcio. La vittoria era comunque nell’aria già dal primo pomeriggio, anche se qualcuno avanzava riserve e la dava sicura al cinquanta per cento.

Stasera, 14 luglio 2024, nel campo neutro dell’Olympiastadion di Berlino, la Spagna conquistava il suo quarto titolo nel torneo della finalissima Coppa UEFA 2024 strappandolo, con il risultato di 2 a 1, a una squadra inglese che certamente anch’essa lo avrebbe meritato.
Re Felipe VI di Spagna, con sua figlia, la infanta principessa Sofia, e il principe Guglielmo d’Inghilterra, accompagnato dal figlio, erano fra gli spalti della tribuna a tifare ognuno per la propria squadra del cuore. Percorsi su un autobus carico di ragazzi tatuati di giallo e di rosso, i colori della bandiera spagnola, la Gran Vía fino all’edificio Metrópolis. Giusto in tempo per assistere alla chiusura al traffico dell’importante arteria cittadina.

Fiumane di ragazzi, di tifosi in coro, avvolti in bandiere di Spagna, inneggiando alla vittoria, riempirono come per incanto l’ultimo tratto di via Alcalá alla confluenza con Piazza Cibéles. Arrivavano da Piazza Puerta del Sol e dalla Gran Vía che si rivelò un vero torrente d’uomini in piena ma anche una via di fuga necessaria. Nonostante la notte madrilena fosse abbastanza movimentata, la vittoria sconvolse il centro storico mettendo addirittura a soqquadro la viabilità urbana.

Il maestoso neogotico Palazzo della Posta, ora Palazzo del Comune di Madrid, si era già colorato di giallo e di rosso mentre decine e decine di ambulanze e di macchine della polizia affluivano nella Piazza Cibéles nella quale da sempre troneggia un’artistica statua marmorea della dea della terra su un carro trainato da leoni fra guizzi d’acqua e fertili e ridenti aiuole. Fiesta grande. E non poteva essere diversamente. Una leggera brezza di terra, proveniente dalla Sierra di Guadarrama, spirava sul popolo gaudente, pietosa mitigatrice di un’afa che anche nella sera non aveva risparmiato picchi di grande caldo. Re Felipe VI, con la sua presenza all’evento, ha trasformato una vittoria in una grande opera di propaganda della Monarchia, la sua, giovane e accorta, non quella del padre. Una nazione come quella spagnola, che ha tanto sofferto in un recente passato, ha finalmente ritrovato la sua giusta collocazione in Europa e nel mondo. Anche grazie allo sport che certamente ne ha migliorato l’immagine e la fama.


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