Cultura Canzoni d'autore

L'Eucarestia nel Pescatore di Fabrizio De Andrè

Oggi De Andrè avrebbe compiuto 79 anni

"Makarios", beato, felice, sorridente.

Così gli antichi greci immaginavano i loro Dei, appagati in una dimensione di felicità. "Aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso". 

"Il pescatore" di Fabrizio De Andrè (pubblicata nel 1978 in un 45 giri nel cui lato B vi era "Carlo Martello") è una canzone che è stata subito adottata e cantata in chiesa. E a ragion veduta. 

La canzone ha due protagonisti, un assassino in fuga e un pescatore che sornione e "all'ombra dell'ultimo sole", nel giorno in cui tutti saremo giudicati, ha un atteggiamento sereno di fronte a chi ha peccato, commettendo addirittura un omicidio. 

Il pescatore è "assopito", distante, quasi assente dalle umane vicende agli occhi di Fabrizio De Andrè, al punto che qualcuno possa addirittura chiedere se Egli esista davvero. 

L'assassino chiede al pescatore il vino e il pane dell'Eucarestia, chiede il perdono a Dio, per i propri peccati. Il pescatore non dischiude gli occhi, non guarda in faccia l'assassino, non vuole vedere che faccia abbia, non incrocia nemmeno il suo sguardo, ma versa il vino e il pane del perdono in Cristo. 

L'assassino chiede perdono a Dio, "pescatore di uomini" (Vangelo secondo Matteo, 4, 18-22), ma sulle sue tracce sono due gendarmi che lo inseguono per assicurarlo alla giustizia umana. De Andrè è ossessionato nella sua produzione musicale dall'idea della giustizia umana, che presume di potersi sostituire alla giustizia divina. E' un tema, per Fabrizio, di grande centralità, nel corpus della sua opera. I gendarmi con i pennacchi e con le armi accompagnano "Bocca di Rosa", i gendarmi inseguono l'assassino. 

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Ma la risposta del pescatore è sorridente, distaccata e distante, come di chi sa che il proprio giudizio supera quello umano.

Oggi, 18 febbraio 2019, Fabrizio De Andrè avrebbe compiuto 79 anni.