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Positivi prima o dopo la terza dose: cosa fare

Vaccinazione eterologa e green pass da guarigione: domande e risposte alle domande frequenti

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/31-12-2021/positivi-prima-o-dopo-la-terza-dose-cosa-fare-500.jpg Le nuove regole in vigore dal 2022 su contatti e isolamenti

 Roma – Con la nuova ondata Covid di fine anno, in concomitanza con le terze dosi di vaccino, non sono pochi i dubbi che affollano la testa dei cittadini. Ecco una serie di domande e risposte per cercare di rendere più chiaro possibile il quadro della situazione.

Ho prenotato la terza dose ma nel frattempo sono diventato positivo: cosa succede?
Innanzitutto, bisogna contattare il proprio medico o l'Asl di appartenenza per comunicare l'accaduto. Durante la positività, ovviamente, si dovrà rimanere in quarantena ma, una volta negativizzati, non sarà necessario ricorrere alla dose booster del vaccino perché infettati precedentemente. Come si legge sulle Faq del governo, poi, la dose di richiamo andrà fatta "trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione)". Quindi, l'infezione è come se fosse "un vaccino" perché l'organismo sviluppa gli anticorpi. Come vuole la regola, trascorsi 5 mesi mesi la difesa anticorpale si abbassa e si può ricorrere alla terza vaccinazione.

Ho fatto la terza dose e, successivamente, mi sono infettato: come devo comportarmi?
Se si è diventati positivi dopo la somministrazione della terza dose non bisognerà fare nulla, se non aspettare i mesi successivi e capire quali saranno le misure adottate dal governo. Al momento, in Italia, non è prevista la somministrazione di una quarta dose e il green pass è valido per 6 mesi dal primo febbraio.

Cosa succede se si diventa positivi dopo la prima o la seconda dose?
Qui ci sono due casi distinti: se si è vaccinati entro i 14 giorni o dopo 14 giorni. "Se hai contratto il Covid-19 dopo la somministrazione della prima dose di un vaccino che ne prevede due per completare il ciclo primario, e l'infezione da Covid-19 è avvenuta oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino (fa fede la data del primo test molecolare positivo), riceverai la Certificazione verde COVID-19 per completamento del ciclo primario insieme al green pass per guarigione", si legge sulle Faq del Governo. "Se hai contratto il Covid-19 entro quattordici giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino, per ricevere il green pass di ciclo vaccinale primario completato è necessaria una seconda dose, da effettuare entro 180 giorni dall'infezione (fa fede la data del primo test molecolare positivo)", dice il regolamento.

Ho iniziato il ciclo vaccinale con Moderna ma come seconda dose mi è stato somministrato Pfizer (o viceversa): avrò problemi?
Inizialmente, il ciclo vaccinale era composto da due dosi dello stesso vaccino ma negli ultimi mesi la situazione è cambiata: numerosi studi hanno evidenziato che la vaccinazione eterologa sia ancora più efficace di quella classica. Ecco perché i due vaccini ad Rna possono essere alternati come avviene già da tempo in molti hub vaccinali. La stessa cosa vale per chi ha ricevuto la prima con AstraZeneca, vaccino ormai inutilizzato, costretti a fare la seconda e terza dose con un Pfizer o Moderna.

Sono guarito da meno di sei mesi, come faccio a ottenere il green pass?
"Per prima cosa è necessario che il tuo certificato di guarigione venga trasmesso a livello centrale. Il tuo medico curante o l'ASL che ha emesso la certificazione di fine isolamento dovranno infatti inserire i tuoi dati nel Sistema Tessera Sanitaria. Solamente dopo tale inserimento il Ministero della Salute potrà generare in automatico la tua Certificazione verde Covid-19 che, in Italia, varrà per 6 mesi dalla data di inizio validità indicata sul certificato di guarigione. Nel resto dell’Unione europea varrà per 180 giorni dal primo tampone molecolare positivo", afferma la norma in vigore.

Chi è esentato dall'obbligo del certificato verde?
Ecco le categorie: i bambini sotto i 12 anni; i soggetti esentati per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica "rilasciate, a titolo gratuito, dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi sanitari regionali o dai Medici di medicina generale o Pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale, secondo le modalità e sulla base di precauzioni e controindicazioni definite dalla Circolare Ministero della Salute del 4 agosto 2021". Esentati anche i cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione Covitar fino al 31 gennaio 2022. Infine, tutte le persone in possesso di un certificato di vaccinazione anti SARS-Cov-2 rilasciato dalle competenti autorità sanitarie della Repubblica di San Marino, fino al 31 dicembre 2021.

In quali casi il green pass può essere revocato?
La Certificazione verde Covid-19 può essere revocata in tre casi: se una persona risulta positiva al test per il Sars-Cov-2; se la certificazione è stata rilasciata oppure ottenuta in maniera fraudolenta; nel caso in cui venga sospesa una partita di vaccino anti Covid risultata difettosa.


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