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Scuola, condannati alla Dad: verso un altro anno tra presenza e distanza

Per vaccinare il 60% degli studenti entro settembre servono 30mila vaccini in più al giorno

Scuola, condannati alla Dad: verso un altro anno tra presenza e distanza

 Roma – Perché le lezioni dell’anno scolastico 2021-22 tornino in presenza al 100% bisogna vaccinare almeno il 60% dei giovani tra i 12 e 19 anni entro il 10 settembre: l’obiettivo dettato dal generale Figliuolo vale per Stato e singole Regioni. Significa dover procedere, nel prossimo mese e mezzo, al ritmo di 75mila dosi quotidiane per questo target contro l’attuale media di 43mila. Per tagliare il traguardo non servirà soltanto una forte accelerazione nel ritmo di somministrazioni (oltre 30mila dosi in più al giorno), ma anche forniture sufficienti di sieri anti Covid.

Al momento neanche il 14% dei ragazzi italiani in questa fascia ha completato il ciclo: poco più di 610mila su 4 milioni e mezzo. Il 17% aspetta il richiamo: ne restano oltre 3 milioni, il 70%, senza alcuna protezione. Per passare da 14 a 60% in 45 giorni netti - cioè vaccinare ancora oltre 2 milioni di giovanissimi (da raddoppiare contando la doppia iniezione) - serve insomma un mezzo miracolo. Non è soltanto la solita Sicilia ad essere indietro, ma pure regioni del Nord: Liguria, Piemonte, Umbria, Trento e Bolzano.

Parliamo necessariamente delle superiori e dell’ultimo anno delle medie, visto che fino a 11 anni gli alunni non sono vaccinabili. Se la frequenza dei gradi inferiori sarà in aula o in dad dipende dalle vaccinazioni di docenti, bidelli e amministrativi, in cui l’Isola non eccelle. Per questo il governo sembra sempre più orientato verso l'imposizione - insieme al green pass - dell'obbligo di vaccino anche per il personale scolastico, dopo quello sanitario, con la sospensione senza stipendio per chi rifiuta. Il messaggio del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus è chiaro: se non volete vaccinarvi per voi stessi, almeno fatelo per i vostri figli.

Possibile si debba arrivare a tanto? L’alternativa - per infanzia, elementari e medie inferiori - sono i green pass o i protocolli di sicurezza a mezzo tamponi. Se ne parlerà dopo Ferragosto, in base a come evolverà la situazione di contagi e somministrazioni. La situazione, al momento, è ancora troppo fluida: la riapertura in presenza delle scuole non dipende solo dalla vaccinazione ma da altre variabili che non sono state ancora adeguatamente affrontate, a cominciare dal trasporto pubblico locale. 


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