Economia Industria alimentare

Avocado, banane, mango e papaya: la nuova frutta siciliana

Boom della frutta esotica made in Sicily: coltivazioni raddoppiate in meno di tre anni

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/03-09-2021/avocado-banane-mango-e-papaya-la-nuova-frutta-siciliana-500.jpg Avocado, banane, mango e papaya: la nuova frutta siciliana

 Ragusa - Di necessità virtù: dal cambiamento climatico al cambiamento agricolo, specie nel reparto ortofrutticolo. La Sicilia è in testa alle regioni del Sud in cui soprattutto i giovani imprenditori hanno deciso di riconvertire completamente la produzione a coltivazioni tropicali, fino a qualche anno fa importate da Sud America e Asia: in meno di tre anni sono raddoppiate superando i mille ettari fra l’Isola, la Puglia e la Calabria.

Non è una novità assoluta: a Terrasini ad esempio da anni papaya, mango e caffè caraibico hanno preso il posto di arance, limoni e pomodori. Ma vengono piantati anche lime, passion fruit, anona, feijoa, casimiroa, zapote nero e litchi per un consumo di oltre 900mila tonnellate annue in tutta Italia. Scortato da mode orientali e vegane, l’avocado ormai te lo tirano dietro: la Coldiretti lo regala come souvenir insieme al sacchetto di sabbia nera dell’Etna, a maggio tre giovani c’hanno fatto un amaro chiamato “Unico”. Frutta, come pure legumi e verdura, entrata rapidamente e stabilmente nelle nostre diete mediterranee e nella nostra cucina.

E la cosa bella è che gli italiani li vogliono nostrani: secondo un recente sondaggio Coldiretti il 60% privilegia quelli prodotti sul territorio nazionale: una garanzia per cui il 70% dei consumatori sarebbe disposto anche a pagare qualcosina in più. Del resto, insieme al caffè, anche pomodoro e patata sono due colture importate dall’Atlantico, arrivate sulla nostra tavola solo con la scoperta dell’America: oggi sono ingredienti irrinunciabili in tanti piatti tipici regionali, eppure ne abbiamo fatto a meno fino al 1500. 


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