Attualità Milano

Lady Gaga incontra i cugini siciliani

A Milano dove la popstar ha tenuto uno show, il ritorno alle origini con alcuni dei suoi parenti che l'hanno raggiunta appositamente per conoscerla

Milano - Milano - Ha cominciato sfidando la regina del pop Madonna a colpi di trasgressione e a passi frenetici di danza. Si è mostrata intensa jazz lady collaborando con il crooner Tony Bennett. Ha urlato al fianco dei Metallica ai Grammy, ha trionfato al Super Bowl. Lady Gaga ha trascorso gran parte degli ultimi anni a dimostrare di non essere un prodotto di laboratorio, ma una artista versatile che può fare di più della popstar media. E il Joanne World Tour sbarcato al Mediolanum Forum di Milano, dopo aver raccolto un bottino di 75 milioni di dollari in solamente 35 tappe in America, è una folle, divertente e strabiliante corsa attraverso le diverse e varie fasi della sua carriera.

In Europa Miss Stefani Joanne Angelina Germanotta è arrivata dopo aver tenuto col fiato sospeso i suoi "little monsters", come si definiscono le sue fan. Previste in autunno, le date nel Vecchio Continente, fra cui quella milanese, erano state in un primo momento annullate a causa della fibromialgia da cui è affetta e delle "grandi sofferenze fisiche" cui la malattia la costringe. Poi l'attesa notizia del recupero della tranche europea del tour a inizio 2018.

Lo show, una esplosione di luci e di colori, è diviso in sette “atti” con interludi musicali che consentono a Lady Gaga molteplici cambi di costume. Ogni atto è ancorato ad almeno uno dei grandi successi che hanno cementato la sua popolarità: Just Dance, Paparazzi, Alejandro, LoveGame, Telephone e Bad Romance. Tutti in scaletta, incastonati tra i brani del nuovo album Joanne. E' lo spettacolo che ti aspetteresti da Lady Gaga. Grandi scenografie e luci, tantissimi cambi di abiti, grandi canzoni con un'eccellente coreografia, ma al centro di tutto c'è un'artista che ha dedicato la vita al suo mestiere e al palco.

Tra Gaga e i suoi monster-fan c'è una forte corrispondenza di sensi amorosi. Lei parla dell'essere diversi e dell'importanza dell'uguaglianza e dell'accettazione anche di quelli che si sentono diversi, con uno spettacolo super divertente ed estremamente positivo. Lei si dona corpo e anima. Sin dall'inizio dello show è un rullo compressore, traboccante di energia. Si arrampica su una piattaforma che domina il palco e dalla quale canta il primo tema della serata: Diamond Heart, dal suo nuovo album Joanne. Alterna momenti di festa ad altro di intimità, due concetti che possono sembrare difficili da unire per molti, ma non per Lady Gaga che è, soprattutto, un animale scenico. Esegue Edge of Glory dedicandola alla sua famiglia e in particolare ai cugini Antonino, Giuseppe e Maria Germanotta. «Oggi sono qui con tutta la mia famiglia - racconta seduta al pianoforte -. Ho incontrato per la prima volta i miei cugini italiani, sono venuti apposta dalla Sicilia. Penso a come i miei nonni hanno abbandonato un posto così bello, ai sacrifici che hanno fatto: essere qui mi fa sentire di averli resi orgogliosi».

Il volto umano di Stefani Joanne Angelina Germanotta sta tuttavia guadagnando terreno nella folle raffinatezza di Lady Gaga, anche se gli abiti impossibili fanno ancora parte di entrambe. Il sesto atto è concentrato sulle ferite che lasciano segni profondi, con l'inno alle vittime di violenza Angel Down e Joanne, la title-track dedicata alla zia morta prematuramente e di cui l'artista porta il nome. «Ogni famiglia ha le sue sfide - dice imbracciando la chitarra - Perdere Joanne è stata una delle più difficili per la mia. Il dolore ci rende tutti uguali». È il momento più toccante della serata, con l'artista visibilmente commossa, prima di un'ultima carica con Bad Romance e The Cure e del commiato nei bis con la stupenda ballata Million Reasons.

Adesso dopo aver trionfato negli stadi, per due anni sarà protagonista di uno spettacolo a Las Vegas e non è detto che un giorno, forse tra qualche anno, non prenda spunto da Bruce Springsteen e parcheggi sé stessa e un pianoforte a Broadway per un po’ di mesi.

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