Benessere Latticini e dieta

Miti alimentari da sfatare: è vero che la mozzarella fa ingrassare?

Gli accorgimenti per ridurne l'impatto

Si potrebbero raccogliere in un aureo libretto le dicerie circa gli alimenti, ne sortirebbe un libello sui luoghi più comuni, triti e ritriti, in fatto di dieta. Ad esempio tra gli alimenti che vengono spesso messi all'indice c'è senz'altro la mozzarella. Sulla bontà di questo latticino non si discute, tuttavia viene generalmente ritenuto un alimento poco adatto a chi sta seguendo un regime dietetico dimagrante. Ma si tratta di timori fondati?

Mozzarella: gli accorgimenti per ridurne l'impatto a livello dietetico
Difatti il problema non è di per sè la mozzarella, ma la dieta che ci costruiamo attorno. Un solo alimento, assunto saltuariamente, non può infatti influenzare in maniera determinante gli equilibri calorici. Nel caso specifico i latticini, nel caso in cui stiamo seguendo una dieta ipocalorica da 1300 calorie, possono aiutarci a perdere qualche chilo di troppo senza nulla da togliere al gusto. L'importante è puntare sulla quantità: ad esempio non dovremmo andare oltre i 50 grammi di questo cibo gustoso. Purchè insomma se ne mangi in piccole quantità, a differenza di altri formaggi, può benissimo essere integrato in una dieta dimagrante. E' importante anche consumarla in associazione a porzioni di verdure e ortaggi. D'altronde sempre nell'ambito di una dieta ipocalorica, la mozzarella si presta a essere integrata con le verdure per la preparazione di piatti veloci e gustosi. Ad esempio potete abbinarla ai peperoni al forno, oppure con le zucchine ripiene ed ancora la mozzarella in carrozza è un'altra delle ricette più note per esaltarne a pieno il sapore.

Mozzarella e dieta dimagrante
La mozzarella è un formaggio che contiene poche calorie, la sua golosità talvolta però ci spinge a eccedere. D'altronde a differenza di altri formaggi, non ci impasta o secca la bocca perché non è particolarmente salata e come recitava il protagonista di una pubblicità di qualche anno fa, si può dire anzi che si sciolga in bocca. Discreta invece la quantità di grassi saturi di cui bisogna tenere conto. Con una mozzarella media introduciamo circa 25 grammi di grasso. Pertanto non andrebbe mangiata tutti i giorni.

Esempio di dieta con mozzarella nei pasti principali nel contesto di una dieta ipocalorica

A colazione uno yogurt magro con del tè verde e una macedonia di frutta. A pranzo, per rendere al massimo la bontà della mozzarella, potreste gustarla con una caprese, il più classico degli abbinamenti, che prevede di condirla con olio extra vergine di oliva e insaporirla con del basilico. A cena invece delle verdure cotte a vapore con della bresaola. Gli amanti della pizza possono gustarla nella classica margherita. Trattandosi di un alimento piuttosto calorico, gli esperti suggeriscono di limitarne il consumo a non più di una o due volte alla settimana. Soprattutto se si è già a dieta. Chi però è intollerante al lattosio deve evitarla perché vi è contenuto in quantità elevate.

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Quali sono le differenze nutrizionali tra la mozzarella di bufala e quella vaccina?
La differenza più importante deriva dal latte, nel senso che quello di bufala è più grasso rispetto a quello di vacca. In concreto la mozzarella di bufala presenta circa 40 calorie in più rispetto a quella vaccina. Il latte di mucca presenta infatti più proteine e meno grassi, per cui quella vaccina è più indicata a chi deve mettere peso, ad esempio i bambini che sono in fase di crescita. Queste caratteristiche la rendono differente anche dal fior di latte, un formaggio fresco a pasta filata prodotto con latte intero di mucca. La presenza del colesterolo invece non può ritenersi eccessivo: 54 mg per 100g. Sempre 100 grammi di mozzarella ci forniscono invece circa 250 calorie. Non sarà molto noto, ma la mozzarella ci apporta anche buone quantità fosforo e calcio e la vitamina A e la B2.