Giudiziaria Città del Vaticano

Cardinal Becciu, sbuca una donna. I bonifici, le borse di lusso

Il Pm vaticano valuta per il prelato l’alto tradimento

Cardinal Becciu, sbuca una donna. I bonifici le borse di lusso

Città del Vaticano - Capi Moncler, borse Prada, abiti Burberry e Frau. Una donna sarda, si chiama Cecilia Marogna, con una società a Lubiana, è stata destinataria di bonifici per 500mila euro, voluti da monsignor Angelo Becciu, destintuito dal Cardinalato da Papa Francesco. All’ambiguo rapporto tra il religioso, che ha perso i diritti cardinalizi, e la signora, sarà dedicata oggi la puntata de “Le Iene”. I documenti in esclusiva racconteranno come i soldi della Chiesa, destinati a opere di bene, siano stati spesi in beni di lusso: borse e capi firmati. Tanto che ora il promotore di Giustizia valuta per il prelato l’alto tradimento.

A tradire Becciu una lettera datata 17 novembre del 2017: «Il sottoscritto monsignore Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato - si legge nel documento agli atti dell’indagine - dichiara di conoscere la signora Cecilia Marogna e di riporre in lei fiducia e stima per la serietà della sua vita e della sua professione». 

Secondo Becciu, che continua una strenua difesa, la donna avrebbe dovuto svolgere una sorta di attività di intelligence. Insomma, il denaro elargito dalla Segreteria di Stato doveva essere impiegato per trattare attività “riservate”, contattare mediatori e ottenere la liberazione di preti e suore rapiti in Africa e in Asia. Di ostaggi tornati a casa non c’è traccia, dai conti della società, invece, risulta che i soldi del Vaticano, almeno 200 mila euro, sono stati impiegati per l’acquisto di beni di lusso. E soprattutto ordina al suo economo, Alberto Perlasca, di girare vari bonifici da 600 mila euro su un conto segreto intestato a una società slovena, la Log Sic D.o.o. Soldi che per Becciu devono servire alle spese operative per contattare gli intermediatori che hanno notizie su alcuni soggetti rapiti. Nella punta di stasera de Le Iene il resto di questa storia. 


© Riproduzione riservata