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Covid: adesso è come una influenza?

Fabrizio Pregliasco: "Temo che prima o poi Omicron ce la faremo proprio tutti, è un disastro"

https://immagini.ragusanews.com//immagini_articoli/28-06-2022/covid-adesso-e-come-una-influenza-500.jpg Covid: adesso è come una influenza?

Le nuove varianti 4 e 5 del Covid stanno moltiplicando i contagi in tutta Europa. La nuova variante Covid ha preso a diffondersi ad inizio maggio in Portogallo dove ha raggiunto il picco dopo 4 settimane, mentre attualmente le nuove infezioni sembrano in diminuzione. Si assiste invece a un incremento dei casi in Spagna, Italia Francia e Germania. In particolare riguardo nello specifico alla situazione epidemiologica in Italia, a inizio giugno si è assistito a un incremento considerevole dei casi. L'ultima settimana ha fatto registrare un +58% rispetto a quelle precedenti. L'andamento epidemico ha una distribuzione piuttosto uniforme nel senso che ha investito tutto il nostro paese, pertanto non si rilevano differenze significative fra le varie Regioni. In ogni caso la più alta incidenza si registra (oltre 700 casi ogni 100mila abitanti) nel Lazio.

Covid come l'influenza?
Tenendo conto di questi dati, emergono in maniera significativa le differenze tra l'infezione da Covid e l'influenza. Sappiamo che l'influenza è un'affezione stagionale che colpisce le persone solo durante un periodo dell'anno a differenza del coronavirus che infetta molte più persone e lo fa durante tutto l'anno. Inoltre l'influenza è un'infezione acuta i cui sintomi durano per pochi giorni. Per quanto riguarda il Covid, alcune persone pur essendo guarite dall'infezione acuta possono andare incontro al Long Covid, ovvero alla permanenza più o meno prolungata nel tempo di sintomi legati al virus. Nello specifico, queste nuove sub-varianti di Omicron BA.4 e BA.5 generano preoccupazione più per la loro rapidità nel diffondersi che per la pericolosità. Basti tener conto che Omicron, la variante che a partire dallo scorso 31 gennaio si è affermata con le sue sottovarianti compresa l'ultima, ovvero la Ba5 particolarmente contagiosa, in meno di 5 mesi ha causato la morte di quasi 22mila persone, circa il triplo dei morti che si verificano nel corso della stagione influenzale.

In particolare i virologi temono l'impatto di questa nuova variante in autunno perché, anche se meno pericoloso, il Covid continuerà a rappresentare un notevole rischio per la salute di anziani e fragili e quindi gioco forza graverà sugli ospedali la gestione e il contenimento della pandemia.

Nuova ondata di contagi Covid in autunno?
Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, intervenuto nella trasmissione A un giorno da pecora, ha delineato uno scenario poco ottimistico, secondo cui andiamo incontro a un picco di contagi da omicron-5 a fine luglio mentre in autunno inverno potrebbe presentarsi una nuova variante. Queste le sue parole: "Temo che prima o poi Omicron ce la faremo proprio tutti, è un disastro. Sfugge a chi è guarito e sfugge un po’ in termini di infezione anche ai vaccinati. E’ vero, il virus di Omicron è un po’ più buono rispetto agli originali". Ed ancora: "Il problema è che c’è un rischio di ulteriore incremento dei casi, che riteniamo sottostimati. Attualmente i contagiati in Italia sono almeno il doppio: circa 100mila al giorno, i positivi complessivi notificati sono 600mila. Però potrebbero essere molti di più, circa il doppio. Oltre un milione? Esatto. Poi c’è una quota di asintomatici, soggetti che possono contagiare". Pertanto conclude il virologo: "In inverno, con la perdita della protezione e qualche variazione sul tema di Omicron” bisognerà tenere alta la guardia. “Il virus non si è raffreddorizzato, è sempre pericoloso. Il long covid c’è sempre, anche se un po’ meno pericoloso con Omicron 5". Insomma la partita contro questo virus può ritenersi tutt'altro che chiusa.


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