Attualità Il caso Gela

Matrimonio col Covid, quando feste e banchetti soffiano sul focolaio

E la strategia di aumentare i posti letto, per diluire la percentuale di ricoveri

Matrimonio col Covid, quando feste e banchetti soffiano sul focolaio

 Gela - Non sono solo locali notturni, spiagge e traghetti presi d’assalto, a soffiare sul fuoco dei focolai siciliani ma anche battesimi e matrimoni con grandi e piccini e decine di invitati, anche di altre regioni. Rinviati a fine emergenza, con la bella stagione banchetti e ricevimenti nuziali sono letteralmente esplosi sull’Isola. Quanti avevano e hanno in tasca il green pass, già in vigore per questo genere di celebrazioni, o fanno scrupolosamente un tampone prima della festa? Una delle città simbolo di questo fenomeno è Gela, in rosso come altre cittadine nissene fino alla promulgazione, qualche giorno fa, dei nuovi parametri cromatici nazionali. In una settimana i contagi hanno superato quota 900.

"Solo a luglio abbiamo contato circa 60 matrimoni nella Chiesa Madre e tra le 14 parrocchie della città si sono avuti contemporaneamente anche 3 celebrazioni in un giorno" rivela don Giuseppe Siracusa, parroco della chiesa San Giovanni evangelista. “Troppi”, annuisce il sindaco Lucio Greco. Dentro l'ambiente è sanificato, i fedeli sono distanziati, ci sono i disinfettanti all'entrata e i sacerdoti ripetono anche durante le omelie di indossare bene la mascherina, fin sul naso: è fuori, dal sagrato in poi, che gli accorgimenti saltano con baci e abbracci. Secondo i dati dell'Asp almeno una decina di focolai sono scoppiati proprio a causa di pranzi, cene, rinfreschi al buffet e balli di gruppo tenuti in occasione di nozze, compleanni, onomastici: ogni occasione è buona per brindare e fare un party.

L’azienda sanitaria locale  si aspetta “un aumento del numero dei positivi nei prossimi giorni, non soltanto a Gela ma in tutta la regione” con un calo solo nel mese di ottobre, quando si spera che la campagna vaccinale abbia ormai raggiunto la stragrande maggioranza della  popolazione. Nel frattempo, per precauzione, sta già provvedendo a raddoppiare i posti letto Covid in tutta la provincia: l’obiettivo non dichiarato è anche quello di “allungare” la percentuale di ospedalizzazione, allontanando la soglia del 10% posta dal governo come paletto per l’area gialla. Nei giorni scorsi due donne incinta e un bambino di otto mesi sono stati trasferiti dall'ospedale Vittorio Emanuele all'ospedale San Marco di Catania, per l’aggravarsi dei sintomi del Coronavirus.


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