Economia Il mood dell’estate

Reddito o lavoro? Questo è il problema. E la sua possibile soluzione

Meglio il sussidio di tanti impieghi: una buona misura congegnata male

Reddito o lavoro? Questo è il problema. E la sua possibile soluzione

 Ragusa - Il reddito di cittadinanza è diventato uno degli argomenti dell’estate, soprattutto in Sicilia dove 6 persone su 10 ufficialmente non lavorano e beneficiano della misura ben 556mila persone: un salvavita per chi nonostante gli sforzi non riesce ancora a trovare un’occupazione; o una comoda scialuppa con cui tirare avanti finché la barca va? Da una parte potrebbe costringere i datori di lavoro ad alzare i salari, dall’altra favorire il lavoro nero. Non tutti, va detto, hanno incontrato difficoltà a formare l’organico ma diverse aziende, a cui è stato concesso di poter licenziare solo ora che l’emergenza è finita e devono assumere, sono provate invece da un anno e mezzo di Covid. Non riescono a erogare cifre competitive rispetto all’importo del reddito, né a ripartire senza personale: sono ricorsi ai bonus gli stessi titolari, per sopravvivere durante i lockdown.

Tanti non hanno ancora pareggiato i conti e offrono quello che possono. Uno è stato addirittura aggredito da un dipendente che non voleva essere messo in regola. Che molti se n’approfittino è testimoniato, del resto, dai tanti “furbetti” pizzicati regolarmente nelle varie province. Come rimettere in moto allora la macchina dell’economia, sull’Isola, nello stallo in cui costringe sostanzialmente il reddito? Per sindacati e beneficiari quella degli imprenditori è tutta una farsa e denunciano proposte inaccettabili: stipendi bassi e contratti precari, part-time, inadeguati e a cui si arriva ancora per conoscenze e segnalazioni. Non certo grazie ai navigator, spariti dai radar.

Per evitare di andare avanti col reddito all’infinito, e far abituare psicologicamente i cittadini a galleggiare sulla soglia della povertà, una prima mossa potrebbe essere intanto quella di costringere imprese e startup ad assumere il fracco di tirocinanti e stagisti che sfruttano a rotazione. E restringere progressivamente la platea di aventi diritto a chi è davvero fuori dal mercato del lavoro per età, disabilità o gravi situazioni personali e familiari. Oppure ridurre o sospendere l’rdc solo temporaneamente, come la Naspi, quando si trova un lavoro. Senza costringere a ricompilare la domanda se a breve termine. Un altro dissuasore, infine, potrebbe essere impiegare in lavori socialmente utili chi non fa niente, come ad esempio ripulire i quartieri dove abitano.  


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