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Sangiovanni dopo Sanremo: no disco, "non sono felice, mi sento fragile"

Al Festival di Sanremo è arrivato penultimo, Sangiovanni: «Non riesco più a fingere che vada tutto bene»

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«Non sono felice, mi sento fragile». 
Giovanni Damian (Vicenza, 2003), in arte Sangiovanni, dopo essere arrivato penultimo a Sanremo ha annullato il concerto ad Assago e l'uscita dell'album il cui titolo è Privacy. La parola difficile da pronunciare è depressione, ma Sangiovanni è ragazzo intelligente. 

«A volte bisogna avere il coraggio di fermarsi. Non riesco più a fingere che vada tutto bene e che sia felice di quello che sto facendo».
Sangiovanni (vero nome Giovanni Damian, «san», troncamento di santo, perché gli dicevano di non avere la faccia da bravo ragazzo) ha toccato il successo da giovanissimo, lanciato da Amici nel 2021, battuto in finale da Giulia Stabile, quella che è stata la sua fidanzata fino all’anno scorso. Il successo di Malibu, il Sanremo 2022 con Farfalle che si piazza al quinto posto, un nuovo Festival appena finito, che però lo vede arrivare penultimo.

«Grazie a quest’esperienza ho capito che essere se stessi e dire la verità è importante, bisogna accettare quello che si è – ha scritto Sangiovanni su Instagram, aggiungendo nelle sue storie una foto con il suo cane —. A scanso di equivoci classici da web non faccio questo discorso ora per via di un posto in classifica, anche il Sanremo precedente l’ho vissuto con lo stesso disagio, ma non riesco più a fingere che vada tutto bene e che sia felice di quello che sto facendo. A volte bisogna avere il coraggio di fermarsi e sono qui per condividere con voi che ho deciso di farlo». 

Il cantante ha rinviato l’uscita del suo nuovo album dal titolo Privacy e ha annullato il concerto al Forum di Assago del 5 ottobre, tra ben 7 mesi. «Ho ricevuto tantissimo sostegno che non mi aspettavo e tantissima comprensione che per me in questo momento rappresentano la cosa più importante, anche perché mi sembra di sentire che quello che vivo io tocca tante persone e mi fa sentire meno solo. Davvero grazie». Sottolinea che è un arrivederci, non un addio: «Voglio precisare che non sto mollando, credo tanto nella mia musica e in questo progetto ma allo stesso tempo non ho le energie fisiche e mentali in questo momento per portarlo avanti». 

Sangiovanni ha solo 21 anni aveva anche affrontato il tema della salute mentale: «Un tema molto rilevante al giorno d’oggi. Non so dire se sto bene o se sto male, vivo tante difficoltà e mi sento fragile, debole. La canzone che porto in gara rispecchia anche questo, rispecchia dei momenti difficili. È stato pesante portarla sul palco». Finiscimi racconta la storia di un amore che finisce e da molti è stata interpretata come un modo pubblico per chiedere scusa alla ex Giulia Stabile. «È una canzone nostalgica e struggente. Parla di una fine e io per andare oltre questa fine ho dovuto scrivere questa canzone. Ma vorrei che il significato lo trovassero le persone perché può averne diversi. Nella canzone ci sono tanti pensieri, pesi che porto sullo stomaco e che tante volte non riesco a lasciarmi andare via. Le emozioni si possono raccontare con gentilezza, empatia, sensibilità, e non sempre con la violenza. Spero che questa canzone faccia bene: oltre l’addio può esserci qualcosa di positivo perché ci si può sempre voler bene anche dopo l’addio. Molte persone rimangono in situazioni tossiche che non fanno bene, spero di essere una spalla per far capire che oltre c’è altro. A me non interessa essere cool, ma dire la verità. E la verità è che non sono una persona che sta bene, ma lotta per star meglio anche grazie alla musica». Bravo, coraggioso. 


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