Lettere in redazione Ragusa

Viaggio in Terramatta

In un’Italia divisa il viaggio come risorsa

Ragusa - Viaggio, giro il mondo, conosco gente...

Riesco a percepire gli odori e a riconoscerne la provenienza. Quel riso bianco mi riporta alla Cina e ai suoi giardini, quell'odore pesante e attraente di cibo ipercalorico mi riporta all'America e quell'odore delicato di Oliva mi riporta all'Italia. Terra mia, terra dai mille volti.

“L'Italia è una e indivisibile” gridavano dagli spalti i nostri Padri, oggi c'è chi grida alla secessione. Il Paese della mafia e della mortadella, se non fosse che ormai c'è solo la mafia e la corruzione. La povertà regna sovrana. Per strada incontri volti sbiaditi dal pianto disperato di genitori che come Geppetto venderebbero la propria giacca pur di assicurare un “libro” al loro Pinocchio. Eppure in questo Paese vedo ancora la tenacia dei giovani che con zaino in spalla si fiondano a prendere quel bus che li porterà nei luoghi di alta formazione culturale. Corrono pensando a come saranno da grandi, forse si immaginano calciatori, statisti, operai, professionisti che nel loro piccolo costruiscono ciò che i loro padri hanno distrutto. Tornano a casa, si guardano allo specchio e con qualche tocco di schiuma da barba sul viso iniziano a giocare a fare i grandi. Nei giovani c'è la vitalità di un Paese ormai morto; sembra che ci sia stata un'interversione dei ruoli, non sono più i genitori a dar fiducia ai propri figli, ma sono i figli a dar fiducia ai propri genitori. Proprio quei figli che rappresentano la generazione dei tre niente: niente lavoro, niente casa, niente famiglia. Una generazione che continua a non perdersi d'animo, una generazione che crede nella ciclicità degli eventi. “La ruota gira per tutti” ripetono fra sé e sé. 

A quel verismo verghiano si sta opponendo la tenacia dei figli del post-collasso finanziario, come piccoli Einstein stanno scoprendo nuove leggi della fisica che smantellano il vecchio sistema, ma come tutti i “geni” che cercano di interrompere la monotonia alla quale la società è abituata anche loro sono destinati ad essere emarginati ai confini di un sapere assente.    Viaggio in questa Terramatta, attraversando il Nord, il Centro e il Sud. Un viaggio di dialetti e cadenze buffe, riscopro lavori e tradizioni ormai abbandonati, un'Italia frammentata e odiata, multietnica e razzista. Razzista? Questa non è la vera Italia! Questo è il Paese senza frontiere che ha accolto e continua ad accogliere neri, bianchi, mulatti e gialli e tutti i colori della vita. Ma è un Paese che ha bisogno di aiuto, lo si sta lasciando morire, come se si stesse gettando tanta legna su un fuoco sul procinto di spegnersi. Una sovrappopolazione che fa sentire i suoi effetti sul piano lavorativo. Un'Italia lasciata sola e che tace alle imposizioni di un'Europa menefreghista e assassina, il popolo italiano ha salvato migliaia di uomini in mare, uomini che purtroppo per disperazione e fame stanno rendendo le nostre località un far west. Questo Paese ha bisogno di essere aiutato da chi lo ha veramente a cuore, purtroppo oggi con il cambio generazionale si sta svuotando questo lembo di terra a forma di stivale che per spirito di necessità scalcia i suoi figli fuori.  Torniamo a viaggiare per arricchirci e cambiare, torniamo a viaggiare per creare futuro e far ripartire la società. Siamo tasselli di un mondo ormai sgretolato, siamo semi in un terreno bruciato, siamo come Fenici che rinascono dalle ceneri. Zaino in spalla e ripartiamo sulle orme del vecchio e caro Robinson Crusoe!  

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