Attualità Perugia

Chiara Civello con Gilberto Gil a Umbria Jazz

13 elementi sul palco, fra questi il figlio di Gilberto

Perugia - La leggenda della musica popolare brasiliana Gilberto Gil sul palco con la cantante romana, di origini modicane, Chiara Civello. L'anima africana nella musica di Bahia. 13 elementi sul palco, fra questi il figlio di Gilberto, e Chiara, che nel tour europeo accompagna Gil con la tastiera e la voce. Uno show variopinto, dove incombe la saudade brasiliana, il sorriso amaro del Sudamerica. 

Dalla musica nera di Bahia a quella di Lagos, capitale della Nigeria. È da qui che occorre partire per capire «Refavela», uno degli album essenziali della discografia di Gil, celebrato sabato sera all’Arena Santa Giuliana di Perugia per la seconda serata di Umbria Jazz.  

Tra il pubblico – oltre duemila gli spettatori con in platea anche Paolo Mieli e Giovanni Grasso, addetto stampa del presidente Sergio Mattarella – gradisce e i balli vanno avanti ai due lati del palco anche per tutto lo show di Margareth Menezes, anche lei da Bahia, che ha fatto il suo esordio a Umbria Jazz presentando un bel pezzo del suo repertorio: «Faraò» su tutte, ma anche «Alegria da cidade», «Elegibo», «Dandalunda» in un vortice di samba, afrobeat e reggae. Tornando a «Refavela 40», a raccontare prima dell’inizio dello show com’è nato questo progetto è Chiara Civello, che si autodefinisce «tropicalista nell’anima». «Io sono una frequentatrice del Brasile e della musica brasiliana, da molto tempo, è una di quelle che mi interessano perché frutto di sincretismo, come il jazz. Per la mia vita sono stati sempre molto importanti gli incontri, la musica che cerca una fusione senza innalzare barriere. A 16 anni dopo aver frequentato le Clinis Berklee di Umbria Jazz, grazie al quale ho vinto una borsa di studio, ho cominciato a frequentare l’America, conoscendo anche la musica brasiliana e in generale quella latinoamericana, prima di trasferirmi a New York».

Nel penultimo album, «Canzoni», pubblicato nel 2014, arrivano le collaborazioni con Chico Buarque e Gilberto Gil e poi «l’anno scorso – rivela la cantante – Gil mi ha parlato di questo tour chiedendomi se mi andava di suonare il pianoforte e di cantare. La nostra intesa musicale era però iniziata già da prima e io sono una che vive di incontri, per me fondamentali perché mi rendono felice. Stasera canterò anche una canzone di Gil molto bella, “Era nova”, e poi una versione italiana di “Aqui e agora”. A me interessano le influenze e le associazioni inusitate, dove si creano quelle crisi inaspettate dentro le quali si può generale la bellezza». E se sulla scena italiana Civello non vede lavori altrettanto potenti dell’epocale «Refavela», allargando lo sguardo la cantante indica il nome di Angelique Kidjo: «L’ho sentita giorni fa in Francia, è eccezionale».

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