Cultura Milo

I 75 anni di Franco Battiato e la nostra solitudine

Che questa parte della sua vita possa essere serena e senza dolore

Milo - Il 23 marzo del 1945 è nato a Jonia, comune che ha cambiato nome, disarticolandosi in Giarre-Riposto, Franco Battiato. 

Il ripostese Battiato compie oggi, 23 marzo, 75 anni. Sappiamo che il tempo, talora le prove che la vita riserva a ciascuno di noi, provoca cambiamenti radicali, allontanamenti a volte incomprensibili. Da due anni e mezzo Franco ha avuto problemi di salute che lo hanno tenuto lontano dalle scene. 

E' giusto che la famiglia si prenda cura di lui, smettendo, insieme ad amici compiacenti e pronti a fare le comparse, di fingere ciò che non è. Finiamola con la farsa dei dischi, delle dichiarazioni, dell'ascetismo. Pensiamo che non sia facile per i familiari gestire questo momento, e chiediamo loro solo di essere autentici. E' giusto che chiedano il silenzio, meno comprensibile che sfornino album di cui Franco forse non è partecipe spiritualmente. 

E' giusto anche che gli ammiratori si plachino. Non possono pensare di sostituirsi al fratello, alla nipote. Se Franco ha lasciato per testamento i propri beni a questi, vuol dire che si è affidato a loro. E tale scelta va rispettata. 

"Per ogni cosa c'è un tempo e una chiamata, tutto è sogno, tranne l'attesa annunziata", recita un verso arabo cantato da Franco in "Veni l'autunnu". Siamo nella fase dell'addio al genio creativo dell'artista che ha animato notti insonni, tormenti esistenziali, vuoti di amore. A chi lo ascolta resta un senso di solitudine. E' una solitudine esistenziale, che non va cavalcata, ma accarezzata. Auguriamo a Franco buon compleanno. Non ci sentirà, non ci vedrà. Che questa parte della sua vita possa essere serena e senza dolore.