Attualità Festa della mamma

Celentano omaggia la mamma Giuditta. FOTO

Adriano rimase orfano di padre a 13 anni

Milano - Nel giorno della festa della mamma l'82enne Adriano Celentano ha voluto ricordare la mamma Giuditta su Instagram.  Leontino Celentano e Giuditta Giuva erano originari di Foggia e si trasferirono in Piemonte e poi in Lombardia per cercare lavoro. Il 6 gennaio del 1938 nacque Adriano. Giuditta Giuva regalò al giovanissimo figlio un 45 giri che lo folgorò: “Rock Around The Clock” di Bill Haley. Mamma Giuditta era una sarta a domicilio, rimasta vedova del marito Leontino nel 1951, ed accompagnò Adriano nell’adolescenza da sola con l’aiuto degli altri componenti della numerosa famiglia. Supportandolo sempre e seguendolo dappertutto anche quando sbarcò il lunario, era diventata a tutti gli effetti un membro del Clan benvoluto da tutti.

Nella seconda metà degli anni ’20 Giuditta Giuva e Leontino Celentano emigrarono da Foggia per raggiungere il Nord in cerca di lavoro. Prima si sistemano in Piemonte, poi Giuditta decide che è meglio spostarsi in Lombardia. Il caso vuole che la famiglia di emigranti trovi un’abitazione a Robecco, paesino alle porte di Milano. Leontino ha trentasette anni, Giuditta trenta. Sono genitori di quattro figli: Rosa, Alessandro, Maria, Adriana. Ce ne vuole un po’ prima che i due si sistemino. Sono tempi duri per tutti. Alla fine la fortuna prevale: Leontino trova un’ occupazione come rappresentante di biancheria, Giuditta continua a fare quello che già faceva da ragazzina a Foggia: la sarta. Qualche anno dopo, nel 1934, quando sembra che le cose si mettano al meglio piomba sulla famiglia Celentano la tragedia: la figlia Adriana muore a soli nove anni di leucemia. Il dolore è enorme. Mamma Giuditta, donna forte e determinata, regge con difficoltà il duro colpo ma tira avanti. Sa di essere una delle colonne della famiglia e non vuole che il suo dolore pesi sull’andamento familiare. Quando, però, nel 1937 un ginecologo annuncia alla signora di quarantuno anni che sta per avere un figlio, lei non ci crede, pensa a una malattia grave. E quando i medici spiegano alla donna che la gravidanza sta procedendo a gonfie vele, la signora Giuva in Celentano la prende malissimo: si rifiuta persino di preparare l’ occorrente per il nascituro. Ma il tempo non si può fermare. E così il 6 gennaio del 1938, in via Cristoforo Gluck numero 14, nasce l’ultimo dei Celentano. In ricordo della sorella morta quattro anni prima, il neonato viene chiamato Adriano. 

Lasciata la scuola svolge diversi lavori, l'ultimo e il più amato è quello di orologiaio. Fa il suo debutto al Teatro Smeraldo, dove insieme a Elio Cesari/Tony Renis, presenta, con il nome di battaglia "Gli allegri menestrelli del ritmo", una divertente parodia musicale della coppia Jerry Lewis - Dean Martin, fino alle serate al Santa Tecla, dove incontra il campione di rock-boogie Bruno Dossena che lo invita a partecipare al Festival del Rock'n'roll.

Il 18 maggio 1957 al Palazzo del Ghiaccio di Milano si svolge il primo Festival Italiano di Rock'n'Roll. Adriano Celentano vi partecipa con l'accompagnamento del complesso musicale dei Rock boys, dei quali fanno parte Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, mentre Luigi Tenco si aggiungerà in Germania quale sassofonista. L'unico cantante rock è lui "Adriano il Molleggiato", il primo e l'unico in tutta Europa. Con "Ciao ti dirò" sbaraglia la concorrenza. Tre giorni dopo firma il suo primo contratto con la casa discografica milanese Saar (etichetta Music) per la quale debutta incidendo "Rip It Up", "Jaihouse Rock" e "Tutti Frutti".

Nel 1958 partecipa al secondo Festival del Rock'n'Roll, che dura una settimana. Compare per la prima volta in un film: "I frenetici". Il 13 luglio 1959 è il giorno del Festival di Ancona, dove stravince con "Il tuo bacio è come un rock" e conquista anche il secondo posto. La canzone di lì a poco scala il primo posto delle classifiche di vendita e fa esplodere in tutta Italia la fama di Adriano Celentano. Da ora in poi non ci sarà anno in cui Adriano non abbia uno o più 45 giri nei primissimi posti delle classifiche di vendita. Dello stesso anno sono i film "I ragazzi del juke-box" e "Juke-box, urli d'amore".

Nel 1960 Celentano compare in un'importante sequenza della "Dolce Vita" di Federico Fellini, il quale lo vuole a tutti i costi dopo averlo visto esibirsi dal vivo mentre cantava "Reddy Teddy". Nello stesso anno recita anche in "Urlatori alla sbarra", "Dai, Johnny dai!" e "Sanremo la grande sfida".

L'anno seguente Adriano parte per il servizio militare, ma riesce ugualmente a partecipare al suo primo Festival di Sanremo con "Ventiquattromila baci", in coppia con Little Tony. Non vince: si classifica al secondo posto, ma il suo sarà il disco più venduto, superando il milione di copie e conquistando un nuovo primo posto nella classifica. Desta scalpore il fatto che al Festival si sia presentato volgendo le "spalle" al pubblico: la discussione viene addirittura spostata dai salotti degli italiani alla Camera dei Deputati, cui viene dedicata un'interrogazione parlamentare. Era nato un mito. 


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