Attualità Il vaccino maledetto

Astrazeneca, perché non ne abbiamo bisogno

La campagna è ormai a uno stadio avanzato e la fiducia dell’opinione pubblica irrecuperabile

Astrazeneca, perché non ne abbiamo bisogno

 Ragusa – Hanno superato i 3 milioni i siciliani vaccinati almeno con una dose di vaccino anti Covid, oltre 40 milioni in tutta Italia: ad oggi sulla piattaforma ministeriale l’Isola contende il quinto posto all’Emilia Romagna per quantità assoluta di fiale iniettate, pur retrocedendo al penultimo ultimo posto insieme alla Calabria nella quantità relativa, a quota 86,7%. I bollettini pomeridiani proseguono ad essere stabili e tra 10 giorni esatti la regione entrerà in zona bianca. Questo per dire che la campagna vaccinale e l’immunizzazione dal Coronavirus hanno raggiunto un livello per il quale, adesso, si può anche fare a meno di continuare con AstraZeneca. Che il siero con cui sono stati vaccinati milioni di italiani e decine di milioni di persone all’estero sia valido ed efficace lo dimostrano gli stessi bollettini: senza da tempo, con le libertà attuali, saremmo tornati in zona arancione/rossa.

Ma è chiaro che tra malori e decessi, per quanto pochi, la fiducia nel farmaco anglo svedese è ormai irrimediabilmente compromessa. Il bombardamento mediatico su controindicazioni ed effetti collaterali ha raggiunto ormai dimensioni tali che è impossibile tornare indietro: proprio quando il piano procedeva spedito e l’allarme trombosi sembrava rientrato, sono arrivati i nuovi casi a rinfocolarlo, di cui uno mortale. Inizia ad essere troppo, anche per virologi come Matteo Bassetti e Antonella Viola, che vorrebbero abolire per sempre gli Open Day e sconsigliano anche il richiamo agli under 60: per loro i rischi superano, seppur di poco, i benefici.

"Se è vero che non ci sono dati su trombosi nella seconda somministrazione - dice Viola - è anche vero che sono pochissimi visto che in pochi hanno ricevuto due volte il siero: bisogna avere il coraggio di dire che serve fare un altro vaccino e non AstraZeneca se si ha meno di 60 anni”. E sebbene sulla seconda dose sia ancora tutto da decidere a livello nazionale, nell’ordinanza che alleghiamo in foto Palazzo d’Orleans sostiene invece che “in assenza di evidenze scientifiche” (per cui ci vorranno mesi se non anni di studi), si potrà ancora procedere col richiamo. Occorrerà sicuramente fare ulteriori indagini per capire davvero il nesso con questo farmaco ma, nel frattempo, siamo giunti a un punto in cui - forti della revoca del contratto Ue, delle centinaia di migliaia di fiale ancora in frigo, del regolare rifornimento degli altri sieri e dei nuovi allo studio - forse si può anche proseguire senza Astrazeneca, puntare dritti solo sui vaccini a Rmna e piantarla finalmente col balletto comunicativo di allarmi. Non se ne può più.


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