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Island-cane, senza armi di fronte alla rivolta della natura

Meteo estremo: mare e terra si ribellano a incuria e cemento, i veri fenomeni selvaggi

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 Ragusa - "Uragani in Sicilia non ne abbiamo mai avuti in passato, non siamo equipaggiati per questo" diceva giovedì il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, prima dell’arrivo del ciclone Apollo; quando solo un mese e mezzo prima ce n’era stato uno a Pantelleria e come se i normali temporali già da decenni non allagassero ogni volta le nostre città, facendo franare scogliere, palazzi e costoni di roccia, seminando macerie e disperazione con due gocce. Prima della provincia di Siracusa, allagata ma almeno senza feriti e dispersi, era stata proprio l’isola pantesca ad essere colpita tre notti fa da un’ennesima calamità, indipendente dal “medicane”: 148 mm di acqua, il 30% della pioggia di un anno intero in poche ore.

Nuovi crolli, smottamenti e fango in case e strade, black out elettrico e interne, idrovore a prosciugare ovunque laghi e piscine artificiali riempite dai temporali. Il sindaco Vincenzo Campo ha chiesto lo stato di calamità naturale alla Regione, mentre aspetta ancora risposte sulla richiesta per la tromba d’aria del 10 settembre. Fortunatamente il territorio ragusano non è stato coinvolto nel raggio del tornado, ma si parla anche all’estero dei danni provocati sull’est dell’Isola dalle intemperie. Saremmo davvero sotto l’ala di Santa Barbara?

Fede a parte, è vero che il cambiamento climatico ha subìto un’accelerata impressionante negli anni recenti - procedendo a una velocità estremamente superiore a quello che concede per adattarcisi - ma abitanti evacuati dalle aree a rischio, intanto, non se n’erano visti. Le autorità locali fanno una riunione dopo l’altra, e chi sta con l’acqua alle ginocchia non sa dove andare. Anzi, ripetono «restate in casa». Ma le tre vittime di Catania sono state uccise dall’inondazione perché erano in auto, o da anni di stanziamenti anti dissesto non utilizzati o adoperati male? Quanto è “medicane”, e quanto abbandono e degrado dell’ambiente urbano e rurale?

Durante i quali, tra l’altro, s’è continuato a colare inesorabilmente cemento: 7 milioni e mezzo di metri cubi dal 2003 per ministero dell'Ambiente e Ispra, di cui 400 nuovi ettari l’anno scorso (quando tutto doveva essere fermo per il lockdown), più di uno al giorno. Calcestruzzi, bitumi e asfalti su sui l’acqua rimbalza, senza poter essere incanalata e riassorbita dalle falde sotterranee. Per forza, su 390 comuni siciliani 311 non hanno un piano regolatore. Secondo l'Ispra, negli ultimi 17 anni in Sicilia sono stati compiuti 40mila abusi edilizi: un nuovo edificio irregolare viene eretto ogni 4 ore, senza sosta, e nel 2021 l'Ars ha lasciato la sanatoria in vigore nonostante il no del Cdm. E davanti al disastro la soluzione suggerita ai cittadini è di barricarsi nelle abitazioni


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