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Montalbano non deve morire

Ognuno girerà dentro di se l’ultima puntata

Montalbano non deve morire

 Ragusa - Evitare di girare l’ultima puntata di Montalbano, significa salvargli la vita. Non sappiamo i motivi che sono dietro la scelta della produzione: se quella appresa da Peppino Mazzotta sia solo un’indiscrezione su cui in realtà ci stanno ancora pensando. Lo stile dell’organizzazione, e il successo che tuttora riscuotono le prime puntate del 1999, escludono che si tratti di una strategia per creare un po’ di suspense. Certo la doppia perdita a stretto giro di autore e regista, nell’estate 2019, colonne portanti dello sceneggiato televisivo, ha complicato tutto. Zingaretti, sorretto da tutta dalla squadra, ne ha preso in mano le redini per concludere i set già allestiti. Ma non dev’essere stato facile. Qualcosa, nell’alchimia tra le varie parti del progetto che è il segreto di ogni trionfo, s’è inevitabilmente spezzato: non poteva essere altrimenti e nessuno può chiedere all’organizzazione di far tornare tutto come prima. Sceneggiatura, regia, fotografia, musica, cast: un ingranaggio perfetto, unico e irripetibile, ha perso le due ruote portanti. Non sarà una puntata in più o in meno a fare la differenza per il commissario televisivo. Se l’ultimo atto dev’essere girato controvoglia, con stanchezza, con la sensazione interiore che l’avventura sia arrivata a un termine naturale, forse è meglio chiudere in gloria, nel crescendo ininterrotto di popolarità e affetto incassato dalla serie fin dagli esordi.

Ma poi perché deve avere un epilogo per forza anche quello televisivo? Anche Camilleri, dopo tutto, non uccide il suo personaggio. Montalbano non muore, scompare. È stata la prima e unica volta che l’autore ha inserito l’elemento surreale in racconti dalla trama e dai personaggi altrimenti sempre molto realistici, caratteristici, legati alla verità e alla attualità di un territorio pur nell’invenzione che avvolge luoghi e nomi di un’opera della fantasia. Il genio dell’autore non ha chiuso la saga cartacea con una morte fisica, materiale e ineluttabile, concreta. Ma con una magia, donando così – sopra le righe – l’occasione di non scrivere del tutto la parola fine perché, grazie alla magia, è possibile tutto. Anche che la gomma da cancellare torni indietro, e Montalbano ricompaia, come d’incanto. Non c’è bisogno che qualcuno introduca un artificio narrativo ricorrendo al miracolo per riportarlo in vita, perché la conclusione fantastica fa in modo che la corporeità del protagonista non resti solo terrena. Come dovrebbe finire l’ultimo episodio? Con la sconfitta di fronte ai “poteri forti”? Con una dissolvenza al computer stile Matrix? Godiamoci la puntata dell’8 marzo, pensando che alla fine solo Sanremo dura in eterno. E che Montalbano resterà vivo. Se ne starà solo lontano dalle telecamere, come ha sempre desiderato


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