Cultura Il lungo addio

«Montalbano è finito», doveva andare così

Zingaretti mette la parola fine alla saga del commissario di Vigata: “Non ci saranno altre puntate"

«Montalbano è finito», doveva andare così

 Scicli - Montalbano finirà col commissario tra le braccia di una giovane poliziotta, dopo aver liquidato una vita con Livia senza una parola e con una indagine adombrata per tutta la puntata dalla discrasia del protagonista. Aveva ragione il dottor Pasquano a dire che era un minchione e s’era fatto vecchio. Ma ha più senso così. Quale ne avrebbe avuto far ricomparire all’improvviso Livia seguendo l’inconguenza di un libro dettato male e finito peggio: la realizzazione per la tv ha portato a galla le falle logiche del Metodo Catalanotti, per chi non l’aveva letto, rispetto ai due successivi, Il cuoco dell'Alcyon e Riccardino.

Gli ascolti, sempre molto alti, non erano comunque più quelli record di dieci anni fa, ma la produzione avrebbe dato volentieri fondo alla scorta di Camilleri girandoli:  un paio di mesi fa Angelo Russo-Catarella aveva rivelato che il cast aveva già firmato l’opzione per tornare sul set, ma un impegno non è detto che poi si traduca effettivamente in nuovo set. Pure Peppino Mazzotta-Fazio non ci ha mai creduto. Sono stati interpellati tutti in questi mesi: “Si è chiusa un’epoca” anche per Cesare Bocci-Mimì Augello che nel frattempo s’è guadagnato qualche programma sul piccolo schermo e nel testo di Riccardino, tra l’altro, neanche comparirebbe. Ora è Luca Zingaretti di pirsona pirsonalmeti a gelare gli entusiasmi e stoppare tutto: è pieno zeppo di offerte per nuove serie tv (in autunno su Sky sarà “Il Re”) e ha detto chiaramente a Repubblica che “non è mai stato un problema di soldi”.

La doppia scomparsa di scrittore e regista nell’estate 2019 s’è fatta sentire e per il 60enne attore romano, che ha diretto gli ultimi due episodi, adesso è meglio “un rispettoso silenzio, l’avventura professionale e umana meravigliosa mi sembra conclusa”. Semmai lo rivedremo a Scicli e dalle nostre parti, sarà per una nuova avventura professionale o come turista. Non tormentiamolo con richieste di andare avanti con Montalbano, che si sentirà ripetere ovunque. E’ giusto e vitale per un artista volersi provare in nuovi ruoli ed emanciparsi da un personaggio che, come accaduto a tanti interpreti, rischia di sostituirsi alla persona diventandone un alter ego, imprigionandolo per sempre in quel ruolo nell’immaginario collettivo. 


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