Benessere Paura del lockdown

Ansia da Covid: il 55% degli italiani si consola con il cibo

La reazione degli Italiani in lockdown: comfort food, conforto nel cibo contro l'ansia da Covid. Ecco i consigli per affrontare un nuovo possibile lockdown.

Ansia da Covid 19: il 55% degli italiani si consola con il cibo

La pandemia da Coronavirus ha naturalmente portato gli Italiani, sono stati il 55%, sia per noia che per stress a trovare conforto nel cibo… basti pensare alla farina e al lievito che erano introvabili subito dopo i primi giorni di pandemia.
Se dapprima si è pensato ad affrontare naturalmente le questioni legate al virus, alle sue manifestazioni cliniche e alla prevenzione dell'infezione, ora, è arrivato il momento di studiare con attenzione anche le ricadute che l'ansia da Covid, il cambiamento delle abitudini e lo sconvolgimento sociale ed economico stanno avendo sulla salute e sul benessere complessivo delle persone. Ansia, stati depressivi, insonnia e ipocondria sono la pesante eredità lasciata dai lockdown, a fronte della quale gli italiani, le donne in particolar modo, hanno reagito trovando conforto nel cibo.

La reazione degli Italiani in lockdown: comfort food
La prima reazione degli italiani in lockdown, è stata quella infatti di trovare conforto nel cibo, ad affermarlo è Assolatte, sulla base dei risultati di un'indagine condotta dalla Sinu (Società italiana di nutrizione umana). Per sentirsi meglio, infatti il 55% degli intervistati (in particolare donne). In particolare il 48% degli intervistati ha dichiarato di essersi buttato sul comfort food che si dà un’immediata gratificazione ma che poi rischia di avere un ”effetto boomerang”, perché impatta sia sulla salute sia sul peso. L’ampio ricorso all’”emotional eating”, determinato dal bisogno di reggere il peso psicologico del Covid-19, può provocare importanti conseguenze sullo stato di salute delle persone a cominciare dall’aumento di peso e dal peggioramento generale del profilo cardiovascolare, sottolineano i nutrizionisti della SINU.
Il problema è che in questo clima di ansia da Covid 19, si fa fatica a tirare su il morale e magari la tentazione è di buttarsi sul cibo, meglio se dolce o ben saporito, per non pensarci troppo come ha fatto più della metà degli Italiani.

No ai cibi grassi in genere per contrastare l’ansia da Covid
Che succede quindi se cominciamo a ingurgitare spesso dolci e creme al cioccolato, pizza, patatine, insaccati e cibi grassi per contrastare l'ansia da Covid 19? Questi cibi calmano solo apparentemente il cervello, l’organismo reagisce aumentando lo stress psicofisico e, avendo per lo più un elevato indice glicemico, innescano una spirale negativa: aumentano l’insulina, incrementando i livelli di cortisolo, e quindi lo stress; favoriscono l’insulino-resistenza, facilitando il sovrappeso (che di solito non rende felici); in più, le fluttuazioni glicemiche hanno effetti sugli sbalzi umorali.

Attenzione alle diete troppo rigide
Anche le diete troppo rigide sono nemiche della gioia. La restrizione alimentare eccessiva può diminuire il triptofano e la serotonina negli anoressici, aggravando la problematica ed esponendoli di più a depressione ansia e psicosi da pandemia.

Puntare sugli alimenti giusti
Secondo Assolatte si può comunque approfittare del ruolo consolatorio del cibo, per vincere l’ansia,scegliendo però gli alimenti che danno piacere e aiutano anche a controllare il peso. Nelle situazioni difficili e stressanti, come quella provocata dalla pandemia di Covid-19, la reazione più comune è cercare conforto in cibi golosi, stuzzicanti, sostanziosi. Alimenti che gratificano ma che spesso provocano quasi una dipendenza, e nel cui consumo è difficile fermarsi a dosi moderate. Quindi meglio puntare sugli alimenti come i prodotti lattiero-caseari che contengono sostanze 'alleate' della linea (calcio, fermenti e sieroproteine) e che hanno effetti positivi sul metabolismo dei grassi e sul microbiota. Molte ricerche hanno evidenziato che le persone, donne in particolari, dai maggiori consumi di latte, yogurt e formaggi ingrassano di meno e mostrano un indice di massa corporea più basso e hanno anche minor probabilità di obesità e di accumulo di grasso addominale.

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Si alle vitamine del gruppo B per calmare il sistema nervoso
Per cercare di governare queste tempeste emotive, sottolinea Assolatte bene gli alimenti che apportano le vitamine del gruppo B, perché partecipano al funzionamento nei neuroni ed alla produzione dei neurotrasmettitori, contrastando gli stati d'animo negativi e calmando il sistema nervoso. In particolare è decisiva la vitamina B12, presente nei broccoli e nei prodotti lattiero-caseari (latte in particolare) - perché impedisce il surplus di omocisteina, che è collegato alla depressione.
Consumare le 3 porzioni quotidiane di latte e yogurt e le 3 porzioni settimanali di formaggi suggerite dalla Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana è il modo più semplice per favorire serenità, riposo notturno e buon umore.


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