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Covid, per chi è guarito la terza dose è come la quarta (o la quinta)

Le campagne parallele di vaccinati, ammalati o entrambi

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 Roma - In Italia la quarta dose è già partita da un pezzo: quante persone a ciclo vaccinale completo si sono ammalati di Covid prima, dopo o durante le due dosi iniziali? E chissà ora con la terza. L’equiparazione di richiamo e guarigione, ai fini anticorpali e di rilascio del green pass, e l’accorciamento del periodo di intervallo tra loro dai 4 mesi ai 6 mesi di durata del super green pass, han fatto sì che un numero di cittadini imprecisato sulla piattaforma vaccinale governativa abbia ricevuto col booster quella che teoricamente sarebbe la sua quarta dose. O quinto se, come accaduto a tantissimi, s’è infettato già due volte.

Eppure "al momento non c'è prova che serva la quarta dose - ammette il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri -, sarà la scienza a dire se servirà, quando e a chi. Io ho preso il virus, ho avuto 2 dosi: non dovrei allora fare la terza, perché sarebbe la quarta, invece andrò a farla". Non ha specificato però quando: sicuramente prima dei 6 mesi di rinnovo del certificato verde, a meno che l’esecutivo non decida - sulla base dell’andamento dell’epidemia - di prorogarlo in automatico, almeno per le categorie meno fragili; o di valutarne uno diverso, ad hoc per Omicron, visto che le altre varianti sono quasi sparite.

Secondo la scienza il doppio “booster” di vaccino e contagio, a breve distanza o addirittura in compresenza, non comporta particolari controindicazioni. Anzi, alcuni si ritroverebbero protetti sia contro Alfa e Delta, con i sieri; che da Omicron, grazie alla guarigione. Naturalmente questo non significa che sia preferibile infettarsi: l’immunità naturale arriva a un costo e a un rischio collettivo e personale molto alto, come vediamo negli ospedali.  Alcuni studi dimostrerebbero una maggiore protezione offerta dall’immunità naturale rispetto a quella indotta: avendo ricevuto nell’organismo questo doppio scudo o quarta dose, non sarebbe corretto ideare per loro un percorso differente del piano vaccinale, ad esempio con un pass più lungo? 


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