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Covid, variante Omicron 5: c'è da preoccuparsi?

'ultima variante del Covid, la Omicron 5 o Omicron BA.5, che sta facendo aumentare nuovamente i contagi, secondo i virologi sarebbe paragonabile a una influenza

https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/21-06-2022/covid-variante-omicron-5-c-e-da-preoccuparsi-500.jpg Covid, variante Omicron 5: c'è da preoccuparsi?

In questi due anni ci siamo abituati a fare i conti con le varianti del coronavirus, un virus mutevole che si adatta continuamente all'ambiente. In particolare l'ultima variante del Covid, la Omicron 5 o Omicron BA.5, che sta facendo aumentare nuovamente i contagi, secondo i virologi sarebbe paragonabile a una influenza, a volte anche meno. Questa nuova variante originaria del Portogallo infetterebbe quasi mai i polmoni.

Variante Omicron-5: cosa dicono i virologi?
In particolare Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, all'Adnkronos Salute, spiega che: "Fondamentalmente penso che sia così, in alcuni casi anche meno. Abbiamo forme di raffreddore rinforzato, naso che cola e mal di gola. In 3-4 giorni massimo in un vaccinato questa forma si risolve". E ancora: "Ci dobbiamo abituare a vedere situazioni come quella che stiamo vivendo oggi, ovvero l'aumento dei contagi, le avremo sempre.  Dopo di che, è utile indicare ogni giorno in Italia chi è positivo ad un tampone? No. Creiamo solo insicurezza. Abbiamo le armi per affrontare questa infezione e dobbiamo guardare avanti". Bassetti sottolinea che questa nuova variante lo rende molto simile all'influenza e che i vaccini ci proteggono dalle forme gravi della malattia, pertanto secondo l'infettivologo vanno stigmatizzati gli atteggiamenti catastrofisti.

Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di igiene all'Università del Salento invece rimarca le differenze tra Covid-19 e influenza: "Covid-19 è Covid-19 e influenza è influenza. Non sono uguali. Il carico di malattia e l'impatto sulle strutture sanitarie causato dall'ondata di Omicron lo scorso inverno è stato maggiore di quello causato da una stagione influenzale. In più non conosciamo ancora il carico dovuto al Long Covid. Quindi meglio non confondere le due patologie".

Sempre all'Adnkronos Salute, il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano, ha una posizione più critica riguardo alla scarsa pericolosità delle nuove sottovarianti di Omicron circolanti come Omicron BA.5: "E' vero, la gran parte della replicazione" delle nuove sottovarianti di Omicron come Omicron BA.5 "avviene nelle prime vie aeree, ma questo virus non si è ancora completamente raffreddorizzato. Ci sono anche casi di polmonite e di polmonite interstiziale" e quindi "non è assolutamente da sottovalutare". L'infettivologo sottolinea che si tratta di un adattamento evoluzionistico  del coronavirus pandemico, per cui queste mutazioni vanno nel senso di una minore pericolosità del virus: "però grazie anche - e dobbiamo dirlo - al contributo della vaccinazione, del gran numero di soggetti vaccinati " grazie a cui "l'organismo colpito riesce a evitare una replicazione virale più profonda e più ampia".

Queste mutazioni benevole del coronavirus non devono farci dimenticare le misure di prevenzione che probabilmente hanno contribuito a renderlo più gestibile e quindi in definitiva meno pericoloso per la salute umana. Insomma vietato abbassare la guardia.

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