Cultura Lo spettacolo

Camilleri, l'audio inedito: le ultime parole sono d'amore, e in musica

I pensieri dello scrittore, sotto le note del violoncello, diventeranno un concerto parlato

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 Ragusa - Il violoncellista Michele Marco Rossi eseguirà un brano anonimo Rinascimentale mentre la voce di Andrea Camilleri, registrata due mesi prima della sua morte, parlerà dell’amore e della sua irrazionalità prendendo spunto dal sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare” di Dante. Tutto questo è “Intelletto d’amore (e altre bugie)”: spettacolo che andrà in scena, con le varie misure anti Covid, ad agosto 2021. Le date del tour devono ancora uscire.

In amore la ragione o si dimette o va in aspettativa - recita lo scrittore siciliano -. Vedi, se tu esamini il Sonetto celebre di Dante, è tutto basato sui sensi. Cioè l'innamoramento, l'apparizione della donna di cui lui... è tutta sui sensi. Guardate: "Tanto gentile e tanto onesta pare…". Ti rendi conto che non c'è nulla di statico e tutto è mutevole? E' il maggio 2019 e può essere considerato il "testamento amoroso" del padre di Montalbano.

“Non ho mai avuto dubbi che Camilleri potesse essere la migliore guida per questo percorso - racconta il musicista -. Uno scrittore così acuto, prolifico e versatile, un uomo di 93 anni che con così tanta forza e freschezza avevo ascoltato parlare di vita e di morte, di attualità, di sapere, mi sembrava il miglior compagno di viaggio possibile per avventurarsi in un tema anche banale se si vuole, ma così profondamente radicato nella nostra cultura umana. Non mi sbagliavo. Con che emozione ricevetti la telefonata di Mariolina che mi invitava tramite il padre a incontrarlo di persona".

“Ho passato un pomeriggio indimenticabile a parlare d’amore con uno scrittore cieco di 93 anni - continua -, che mi ha illuminato sul legame tra l’amore e la complessità insondabile della natura umana. Avremmo dovuto incontrarci nuovamente più avanti, per effettuare insieme delle letture su vari testi, per concretizzare questa collaborazione. Non è stato più possibile: la fragilità della vita umana si era portata via il Maestro. Ma di quel nostro primo e ultimo incontro serbo una registrazione preziosa. Si parte da Dante, per arrivare a parlare di ciascuno di noi. L’amore diviene specchio e sonda della nostra natura, di quella umanità che Camilleri conosceva così bene”.


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