Cultura Roma

Quando la Sora Lella cucinava di nascosto per gli ebrei perseguitati

E Carlo Verdone chiese: “Volete fare mia nonna?”



Roma - Cucinava di nascosto in una botola dell’ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina.
Elena Fabrizi (Roma, 1915-1993) cucinava per gli ebrei romani durante il rastrellamento del Ghetto.

Era l’ottobre del ‘43, Elena era giovanissima, cucinava a casa e vendeva i piatti, poi quello che avanzava lo portava agli ebrei nascosti nel locale che raccoglieva l’acqua reflua, situato sotto a una botola, all’interno della stanza da quattro letti di isolamento dell’ospedale dell’Isola Tiberina.

Cucinava e portava da mangiare anche alla famiglia di ebrei nascosta in piazza della Cancelleria, nel retrobottega della trattoria dei Fabrizi-Trabalza.

Stamattina alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma è stato proiettato un documentario con la testimonianza dei nipoti di Elena che raccontano come il Fatebenefratelli negli anni dell’occupazione nazista sia divenuto rifugio per tanti ebrei, che aspettavano l’arrivo della nonna per mangiare. 

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Quando nel 1980 Carlo Verdone cercava una attrice anziana per il ruolo di sua nonna, gli consigliarono di sintonizzarsi su Radio Lazio, “c'è la sorella di Aldo Fabrizi che alle 11 faceva un programma”, gli disse un amico barista. 

“Mi sintonizzai: era una trasmissione in cui chiamavano tante donne, molte cornute, che chiedevano consigli a sora Lella”, racconta Verdone. “Scoprii un mondo: un esercito di donne disperate che chiedevano consiglio a sora Lella. Era una consolatrice di anime”. 

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“Andai a trovarla in un bar, vidi questa donna grossa al bancone, bella, con una faccia bella da romana, da bancarellara di Campo de' Fiori.

Le sono andato vicino. Le ho dato del Voi perché ai romani di una volta se gli dai del Voi li fai sentire importanti. 'Voi siete la sora Lella?'.

'E voi chi siete?'.

'Carlo Verdone'.

'Ma quello che fa l'attore?’

‘Sì. Sora Lella, stavo cercando una persona per il ruolo di mia nonna per il mio prossimo film. Ho pensato a voi. Voi c'avete la faccia, se me sostenete le battute è fatta'.

‘Mi state dicendo che devo fare la nonna di Carlo Verdone in un film?’

‘Sì’, esclamò Verdone commosso davanti alla probabile disponibilità dell’anziana.

‘Me cojoni!', rispose Lella. 


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