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Covid, tutto sulla terza dose: domande e risposte

Richiami solo con Pfizer e Moderna, avvantaggiato chi ha avuto AstraZeneca e J&J

Richiami solo con Pfizer e Moderna, avvantaggiato chi ha avuto AstraZeneca e J&J

 Roma - Il nuovo richiamo booster, partito ormai da quasi due mesi in Italia, fa tornare la protezione contro il Covid a livello iniziale in pochi giorni. Vediamo, di seguito, di sciogliere alcuni dei dubbi che potrebbe ancora avere chi sta per farlo, ovvero le persone con più di 40 anni, 5 mesi dopo la seconda dose, e chiunque sia vaccinato con il monodose Johnson&Johnson.

Perché fare la terza dose? Il numero di anticorpi generati dopo il primo ciclo cala del 30% circa ogni due mesi: non è ancora chiaro quale sia la quantità minima per proteggerci dal contagio il che significa che, attualmente, già una persona immunizzata su due non ha una barriera sufficiente. Difficilmente l’infezione nei vaccinati sarà seguita da una malattia grave, perché la copertura contro ricovero e morte resta al 90%.

Quali vaccini sono usati? Ormai si usano solo i due vaccini a Rna, Pfizer e Moderna. Per Moderna è previsto un dosaggio ridotto: 50 microgrammi invece dei 100 delle prime due dosi. Il dosaggio di Pfizer resta invariato a 30 mcg.

Chi ha avuto AstraZeneca al primo ciclo come fa? Come Johnson, è un vaccino che usa il metodo del vettore virale: passare da questo prodotto a uno a Rna (vaccinazione eterologa) non ha controindicazioni, anzi teoricamente migliora la risposta al virus attivando maggiormente le cosiddette cellule della memoria immunitaria.

E passare da Pfizer a Moderna o viceversa? Non è una vaccinazione eterologa e non dà vantaggi apparenti: va bene il primo disponibile, funzionando allo stesso modo. L’unica differenza è il dosaggio, resta più alto per Moderna, che si traduce in qualche sintomo in più dopo l’iniezione – di solito dolore al braccio o febbre - ma una protezione leggermente più lunga.

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Cosa succede al sistema immunitario dopo la terza dose? Il numero degli anticorpi risale moltissimo, al livello originario della seconda dose: l’aumento avviene nel giro di pochissimi giorni, perché le cellule che producono anticorpi sono già presenti nell’organismo grazie alle prime due somministrazioni, e dunque l’efficacia del booster è più rapida.

Perché la terza dose è stata indicata prima agli anziani, poi dai 40 anni in su e ora si parla di abbassare ancora il limite di età? Il livello di anticorpi è in genere più alto nei giovani, mentre gli anziani, che hanno un sistema immunitario più debole, rispondono meno agli stimoli. L’abbassamento della protezione tuttavia è generalizzato, avviene cioè anche nei giovani sia pur più lentamente. Il rapporto fra rischi e benefici resta favorevole.


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