Attualità I dubbi

Covid, la terza dose di vaccino dura «da uno a 10 anni»

Per quanto tempo ci proteggerà il booster? La scienza non è concorde

Per quanto tempo ci proteggerà il booster? La scienza non è concorde

 Roma – Facciamo prima a dire che la comunità scientifica non sa ancora bene quanto duri questa terza dose di vaccino anti Covid, a prescindere dalla marca iniettata. Sergio Abrignani, immunologo del Cts nazionale, è un richiamo indispensabile per innescare una memoria di lungo termine» nel nostro sistema immunitario «che consenta di fare altri richiami non prima di 5-10 anni». Sappiamo che in vaccinologia la terza dose distanziata dalle prime due non è una prassi tutt’altro che inedita, anzi «è la normalità». Per il Papilloma virus, ad esempio, c’è tempo sino a un anno dalla prima iniezione per il terzo richiamo finale. E la protezione dura oltre 12 anni. Tra 5 e 10, invece, c’è una bella differenza e l’indicazione è ancora troppo vaga.

La domanda resta nell’aere: quest’ultima contro il Coronavirus, sarà l’iniezione finale? «La durata degli anticorpi con la terza dose potrebbe essere di anni - sostiene pure il virologo Fabrizio Pregliasco, premunendosi però col condizionale -. Sicuramente dovremo verificarlo col tempo ma in uno schema tipico di altre vaccinazioni con tre dosi, come nel caso dell'epatite, le prime due danno un imprinting e il booster dà l'effetto definitivo, con una maggiore risposta a livello cellulare». Il Coronavirus funziona in una maniera un po' diversa e in parte ancora da scoprire, ma la medicina confida nei “precedenti” scientifici del meccanismo di immunizzazione.

Va ricordato che la protezione anticorpale non svanisce di colpo al quinto mese ma in maniera graduale, secondo una risposta ancora molto individuale: secondo l’amministratore delegato di Pfizer, Ugur Sahin, «diminuisce dal quarto mese ma resta comunque molto alta fino al nono». Tuttavia è meno ottimista dei nostri esperti sulla durata e prevede – come anticipato da Ragusanews già a inizio giugno – un richiamo «ogni anno, come per l'influenza». Una “obsolescenza programmata” così da continuare a incassare miliardi per decenni? I complottisti ne sarebbero certi; il nostro buon senso si rifiuta di crederci.

Di sicuro la dose di richiamo non è pericolosa e - a partire dal settimo giorno - aumenta considerevolmente la protezione sia dal contagio che dai suoi effetti gravi, in tutte le fasce di età e contro ogni variante nota: lo indicano i nuovi dati provenienti da Israele, aggiornati a novembre. Il booster aiuterà, inoltre, a spezzare le catene di trasmissione: non annienterà completamente il Covid dalla faccia della Terra, ma ne soffocherà replicazione e diffusione, rendendolo gestibile dal punto di vista sanitario come altre infezioni ad oggi circolanti, dall’influenza aviaria alla meningite. 


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