Attualità Il prospetto a lungo termine

Vaccini Covid, verso la terza dose dal 2022: la convivenza con le iniezioni

Il richiamo “anti varianti” non scatterà prima dell’anno prossimo, e diventerà stagionale

L’assalto dei ragazzi all’Open Day di Bologna, nel weekend

 Roma - "Potrebbe essere prevista la necessità di almeno un'ulteriore somministrazione" di vaccino anti Covid, conferma il generale Figliuolo, a proposito di un’incombenza di cui si parla da tempo e che a breve si avrà una risposta scientifica. Tutto dipende dalla durata della risposta immunitaria, al vaglio dei ricercatori. La copertura anticorpale è già monitorata dall’inizio della campagna, sui primi vaccinati: fino ad oggi regge ancora ma l’esatta durata “non è definita - aggiunge il commissario -, la maggior parte degli scienziati crede che possa essere di circa un anno, è chiaro che sulla base di questa stima dobbiamo organizzarci per fare i richiami”.

Le prime terze dosi, quindi, in Italia partirebbero agli inizi dell’anno prossimo. Di certo la protezione non sarà infinita ed è molto probabile che il vaccino diventi una puntura fissa, almeno per molti soggetti, come l'antinfluenzale. "Il nostro compito è quello di pianificare, per noi il 2022 è già ieri", ha detto ancora, senza scendere però nei dettagli di cosa ci abbia preparato. Ma l’ipotesi quella del richiamo aggiuntivo è sostenuta anche dall’esperto statunitense Anthony Fauci vista la possibilità, sempre presente, di nuove varianti più resistenti ai sieri attuali.

Le case farmaceutiche non è che stiano sperimentando granché al riguardo. Moderna ha da poco finito di testare un vaccino specifico per la mutazione sudafricana che, stando ai risultati diffusi qualche settimana fa, potenzia l'immunità anche contro le altre in circolo in questo momento. Pfizer è stata la prima a pensare all’esigenza di una terza iniezione per poter davvero cantare vittoria sul Coronavirus: "Nel tempo gli anticorpi calano - hanno comunicato il mese scorso -, secondo le nostre stime è necessaria dopo 9/12 mesi dalla seconda".

Pfizer sta provando pure la combinazione con altri vaccini: vorrebbe inoculare negli over 65la terza dose anti Covid insieme a quello contro lo pneumococco. Il rischio, però, è che così si finisca per immettere sul mercato più tipologie di vaccino anti Covid; come ce ne sono diversi, ad esempio, contro la meningite – rendendone meno sostenibile la gratuità. Da Astrazeneca non giungono notizie di sperimentazioni su terzi richiami, mentre Johnson&Johnson – nonostante sia monodose – valuta l’ipotesi di una seconda somministrazione, ma molto più in là, nell’autunno 2022. 


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