Cronaca Nuovi interrogatori

Denise senza pace, i pm riaprono il caso: s’indaga per depistaggio

Ascoltata l’ex pm Angioni: “Dopo tre giorni tutte le persone intercettate sapevano di essere sotto controllo”

Denise senza pace, i pm riaprono il caso: s’indaga per depistaggio

 Marsala  - La procura di Marsala torna a indagare sul caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo il 1° settembre nel 2004. I magistrati stanno cercando di capire se ci sono stati depistaggi o errori nell'inchiesta. Oggi è stata sentita come persona informata sui fatti Maria Angioni, ora giudice a Sassari. L'ex pm, che all'epoca indagò sul caso, nei giorni scorsi ha dichiarato in tv di avere avuto il sospetto di fughe di notizie sull'inchiesta e in particolare che alle persone intercettate venisse riferito che i loro telefoni erano sotto controllo. Dure le parole del magistrato sul contesto ambientale in cui, all'epoca, si svolsero le indagini ma ancora più sugli investigatori che l’affiancarono. "Abbiamo avuto grossi problemi – aveva dichiarato il pm lo scorso 7 aprile, nel corso del programma televisivo "Ore 14" –. Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile".

In particolare c'è una intercettazione sospetta che, al tempo delle indagini, non fu mai snocciolata. Si tratta di una conversazione telefonica avvenuta tra Anna Corona, madre della sorellastra di Denise e un tale Salvatore. Lo scambio tra i due avviene il 2 settembre, quando Denise non è stata ancora rapita: "Io è da ieri mattina… ieri, da quando ho finito di lavorare fino a sera, che sono stata al comando dei carabinieri […] - continua la donna -Segui il telegiornale e per favore lasciamo stare. […] Salvatore per ora non voglio sapere più niente. La posso chiudere questa telefonata con te o no?”. Chi è Salvatore? Perché dovrebbe guardare il telegiornale? Sono questi gli interrogativi ancora senza risposta.

Sul caso interviene anche l'ex Procuratore di Marsala Alberto Di Pisa, commentando la notizia della riapertura delle indagini sul caso della piccola Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel nulla da Mazara del Vallo il primo settembre del 2004. "Una nuova inchiesta sul caso Denise può avere un senso se c'è un fatto rilevante, cioè se qualcuno dice una cosa che all'epoca non fu detta, ma se la situazione resta immutata a cosa serve una nuova indagine della Procura? Per accertare eventuali negligenze della Polizia o della Procura? A cosa approda?'. "Ritengo che la riapertura delle indagini - spiega - non può approdare a nulla finché non ci sono elementi nuovi, non conosciuti all'epoca e che quindi consentirebbero di ripartire con le indagini, ma se la situazione resterà statica, allora non si arriverà nulla". E sulle possibilità di eventuali depistaggi, Di Pisa dice: "Ammesso che si accerti che sia stato fatto un depistaggio, con dolo, qui sembra invece si tratti di casi di negligenza, forse della Polizia, dopo 17 anni è tutto prescritto. Non c'è il reato di depistaggio ma di abuso d'ufficio o calunnia, che si prescrive dopo sei anni". "L'indagine che andava fatta - dice Di Pisa - era quella di Milano, sul quel video girato da un metronotte in cui si vedeva una bimba. Era sicuramente Denise, al 99 per cento, ci metto la mano sul fuoco". 


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