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Comiso, 128mila passeggeri non bastano: scalo ibleo fagocitato da Catania

+30% di viaggiatori sull’estate pre-Covid al Pio La Torre, premiato dai flussi ma non da Sac e compagnie aeree: Fontanarossa acchiappatutto, attende l’autostrada per Ragusa

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 Comiso - Secondo i numeri del periodo giugno-agosto 2022 diffusi nel weekend dalla Sac, nel trimestre estivo l’aeroporto di Catania ha aumentato i transiti dell’1,4% sull’anno pre-Covid; mentre quello di Comiso, che ha visto volare 128.180 passeggeri in tutto, addirittura del 30%: oltre la metà di quanto totalizzato in tutto il 2021. Ovvio che in termini assoluti lo scalo etneo abbia raccolto ogni mese oltre un milione di viaggiatori, contro la media di 40mila di quello ragusano; ma - rispetto al 2019 - a giugno, luglio e agosto Comiso ha segnato rispettivamente +36,4%, +40,6 e +15,6% a fronte del -0,31, +2 e +1,77% di Catania.

La società di gestione parla di crescita “lieve ma affatto scontata” perché - dopo la fusione con la Soaco - ha in mente solo Fontanarossa. L’ascesa registrata dallo scalo ibleo, infatti, non è affatto “lieve” in base alla matematica; anzi dà letteralmente una “pista” al collega in termini percentuali, indicando maggiori margini e potenzialità d’investimento. Eppure sempre meno voli decollano e atterrano a Comiso. Se Fontanarossa è risultato l’aeroporto italiano con più flusso in assoluto nel 2021, superando pure il capitolino Leonardo da Vinci; il Pio La Torre invece, dopo la continuità territoriale, continua a perdere collegamenti. Neanche per le elezioni Ita ha fatto uno strappo, tornando per riportare i paesani emigrati ai seggi.

Pure del progetto cargo e dello sviluppo del trasporto merci, alla fine non se n’è saputo più nulla. Comiso diventerà una sorta di pista di scorta, una “succursale” dove dirottare gli aerei quando l’Etna fa le bizze? "Non vogliamo usarlo solo come scalo alternato ma veicolarvi più traffico possibile” sostiene l'ad Torrisi, che però vuole aspettare che prima si completino tutte le varie opere infrastrutturali per collegare i due aeroporti. Per questo c'è bisogno di soldi, e dunque che il nuovo governo inserisca da subito il rilancio del Pio La Torre nei finanziamenti del Pnrr. I 600 milioni di euro in ballo, da qui al 2030, sul futuro “Hub del Mediterraneo” prevedono interventi solo su Catania.

Ovvero il rifacimento dell’aerostazione, un nuovo terminal B e l’ampliamento dell’attuale A e la costruzione della nuova pista quando Rfi ultimerà i lavori di interramento dei binari ferroviari e Anas realizzerà il tratto autostradale Catania-Ragusa. Campa cavallo. Per l’Ance anche il nuovo maxi bando Anas per i 4 lotti - impugnato al Tar a causa dei bassi prezzi presi a base del calcolo, prima di essere annullato in autotutela e infine ripubblicato il 10 agosto scorso - è stato scritto con «criteri illegittimi e restrittivi della concorrenza». Secondo i piani, dovrebbero farcela entro il 2026: solo allora Fontanarossa raggiungerebbe una capacità di transito di 14 milioni di passeggeri l’anno, contro gli attuali 10. Ma non sono cantieri di competenza della Sac. E, soprattutto, Comiso è fuori dai radar del programma.


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