Attualità Il piano ferie

Vaccini Covid, campagna a rischio stop durante le vacanze

La dose nei luoghi di villeggiatura può creare scompensi nelle forniture delle regioni più turistiche

Vaccini Covid, campagna a rischio stop durante le vacanze

 Ragusa – Con quasi 35 milioni di vaccini somministrati, di cui 12 milioni seconde dosi, il piano anti Covid ha ormai coinvolto quasi metà della popolazione. Quelli che hanno completato il ciclo sono ancora pochi, circa il 20%, ma finché le curve del Covid sono positive il generale Figliuolo continuerà a chiudere entrambi gli occhi davanti al “libera tutti” che, in ordine sparso, ha preso piede non solo in Sicilia: anche Sardegna, Lazio e Liguria hanno iniziato da giorni a immunizzare classi d'età più giovani, bypassando l’ordine ufficiale d’entrata. In teoria il commissario sarebbe contrario pure al vaccino in vacanza, in luoghi diversi da quello di residenza, per motivi logistici e di priorità dei fragili. L’inconveniente riguarderebbe fino a 20 milioni di connazionali, a causa della dis-integrazione dei sistemi sanitari regionali. Liguria, Piemonte e Veneto hanno firmato un memorandum per vaccinare i rispettivi cittadini in villeggiatura, e vogliono aprirlo a Val d'Aosta e Lombardia.

Ma il governatore Fontana già frena: “Se vogliono il richiamo devono tornare”. Forse l’intento è non farli partire proprio. Anche il friulano Fedriga si sgancia dall’iniziativa. Per le sanità locali accordarsi è un’impresa insormontabile e, d’altro canto, la semplice autocertificazione appare una concessione eccessiva. Una contorta soluzione per ricevere il siero durante le ferie potrebbe essere l'iscrizione temporanea all'anagrafe sanitaria della regione di vacanza, solo per chi ci si fermerà almeno 3 settimane. Forse il progetto tra regioni vicine o confinanti è più praticabile, al momento però non è stato implementato ancora un asse del genere a Sud. Nel Lazio è possibile modificare online la data dell’appuntamento per la prima dose, e al call center per la seconda. Quasi tutte le piattaforme avvertono comunque, prima della prenotazione, il periodo in cui è previsto il richiamo: che effetto produrrà l’avviso? Il timore è che - rinviando in massa a dopo le vacanze, magari anche la prima dose - il piano rallenti proprio mentre viaggia spedito, mettendo a repentaglio il raggiungimento dell’immunizzazione a settembre.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta, ha dichiarato che «La scelta più di buon senso è quella di organizzarsi le vacanze in base alle date del vaccino. La possibilità di estendere l’intervallo tra la prima e la seconda dose consente di potersi organizzare in questo senso. Se fai J&J basta una dose, se fai Astrazeneca addirittura passano 3 mesi tra la prima e la seconda dose, è pur vero che credo sia fattibile per alcune Regioni garantire il vaccino ai turisti. E’ chiaro che alcune Regioni avranno un afflusso tale che questo sarà molto difficile. Con un po’ di organizzazione e con numeri molto piccoli si può fare». Molti governatori hanno deciso di invogliare i turisti assicurando la seconda dose anche a chi non ha la residenza. Il commissario Figliuolo precisa: «Troveremo una soluzione» e, poi, ha aggiunto «non possiamo consentirci iniziative estemporanee e locali, arriveremo a un compromesso».


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